di T.A.
“È caduta una quercia” furono queste le parole con le quali l’on. Flaminio Piccoli, Presidente della D.C., iniziò il suo discorso davanti alle oltre 20.000 persone accorse ai funerali di Giustino D’Uva, dopo che una squadriglia di aerei da caccia dell’aeronautica militare avevano salutato la sua salma con il boato del superamento del muro del suono, come avviene solo per gli uomini del rango dei Capi di Stato. Giustino D’Uva nacque ad Isernia il 10 settembre 1924 e, originario della frazione Guasto nel comune di Castelpetroso, visse lì nei primi anni di vita e, come sfollato, durante la Seconda Guerra Mondiale. Diplomatosi al Liceo Classico del capoluogo pentro, si laureò in Lettere presso l’Università di Napoli, per diventare professore d’italiano nell’istituto Magistrale di Isernia. Formatosi nelle file dell’Azione Cattolica, nel 1945 si iscrisse alla Democrazia Cristiana, iniziando una carriera politica che, dal ruolo di Segretario cittadino della D.C. negli anni ’40, lo vedrà assurgere a posizioni eminenti della realtà molisana e italiana. Fu consigliere comunale di Isernia, Presidente dell’E.C.A. e dell’istituto d’Arte, Assessore e Vicepresidente della provincia di Campobasso; finché nel ’70, eletto alla Regione Molise, risultando il più, votato, ne divenne Presidente dal 1973. Nel ’75 fu rieletto e confermato Presidente. In quel periodo consolidò la sua presenza tra i massimi esponenti della politica nazionale, entrando anche nel Cda del Banco di Napoli e della Sanac di Genova. Infine, rieletto anche nel 1980 con un esorbitante e mai eguagliato numero di consensi, nel 1982 fu rinominato Presidente della Giunta e restò in carica fino alla morte, avvenuta, nello sgomento e nella costernazione da parte di tutto il popolo molisano, il 9 ottobre 1984. Giustino D’Uva, tra i più grandi politici che la Regione Molise abbia mai conosciuto, a soli sessant’anni ci ha lasciato prematuramente, dopo una vita votata, con assoluta abnegazione, alla cosa pubblica ed al perseguimento del bene comune che, forse più importante della sua stessa vita, ha segnato la sua intera esistenza.






























