1) Perché Cosmo Tedeschi ha deciso di rimettersi in gioco?
R: Sinceramente, non avevo idea di candidarmi questa volta a fare il promo cittadino di Isernia. Il lunghissimo periodo di pandemia ha provato un po’ tutti noi. Eppure, frequentando i campi di periferia della nostra città come appassionato di sport sono rimasto colpito qualche mese dall’emozione di un nonno che vedeva il proprio nipote durante una partita di calcio. Ho rivisto in un attimo la mia vita, la fortuna che ho avuto da Dio e dalla mia famiglia a poter crescere e vivere come cittadino ed imprenditore in questa terra mia e ho avuto la terribile sensazione che a Isernia questa potrebbe essere l’ultima generazione dove nipoti e nonni costruiscono insieme il proprio futuro.
Il rischio di frammentazione delle famiglie, delocalizzazione delle generazioni più giovani e modelli di consumo e stereotipi della società, imposti da un sistema economico che da tempo ha trascurato Isernia, mi ha preoccupato profondamente. Senza un intervento concreto e qualificato nell’amministrazione della nostra città nei prossimi anni c’è il concreto pericolo di perdita dell’identità produttiva economica sociale e quindi culturale di Isernia.
2) Centrodestra diviso ad Isernia lei cosa ne pensa?
R: In una sola domanda lei sottende tutta una serie di questioni politiche molto complesse. Mi permetta di suddividere i singoli aspetti:
1. La mancanza di unità del cdx. Guardi se c’è uno a cui non dovrebbe fare questa domanda è proprio a Cosmo Tedeschi. Io sono un cittadino, imprenditore e padre di famiglia di Isernia, da sempre vissuto in questa città. Quindi, l’ho detto sin dal primo momento, io sono un esponente civico in questa tornata elettorale.
2. Come nasce la mia candidatura . Proprio per questo motivo in piena trasparenza avevo avviato una serie di incontri e di confronti con tutte le forze sociali e politiche del territorio, comprese quelle del csx che ben conosco visto, come ben ricorda lei, le mie precedenti esperienze con PD e IdV che non rinnego affatto. Mi hanno permesso, tra l’altro, di crescere come soggetto politico e come persona, dandomi una misura reale e percepibile su cosa e come si possa amministrare un territorio, locale e regionale.
3. La scelta di un’alleanza nel centrodestra.Q uesti confronti con tutte le forze politiche e sociali del territorio pentro sono stati molto stretti e serrati. In particolare, con alcuni esponenti politici del cdx tra cui Iorio e Fratelli d’Italia il dialogo si è sviluppato e concretizzato fino al punto di costruire un progetto per la città “ il modello Isernia” che, a mio avviso, è così qualificato da poter essere un paradigma per tutto le provincie del mezzogiorno spesso, troppo spesso trascurate dall’amministrazione nazionale e regionale.
4. La situazione politica nel cdx Evidentemente la trasparenza non è piaciuta a qualcuno; magari dopo aver male amministrato sia in città che in Regione, c’è chi ha ritenuto che sia mettere tutto in caciara per far alzare il polverone utile a non vedere con serenità come si è operato in precedenza. Ovviamente la mia candidatura può dare fastidio, lo comprendo perfettamente. Magari un giovane e apprezzato imprenditore di successo, con una vita tranquilla, impegnato nel sociale e da sempre conoscitore di Isernia poteva magari parlare meno di politica e più di cose concrete da fare. in questa fase è ovvio, che i malpancisti possano essere più presenti in una minoranza del cdx arroccata a vecchi tromboni sempre più autoreferenziali e lontani dai suoni della città.
3) La condizione dell’ospedale Veneziale e la sanità in generale in Regione?
Isernia ha pagato due volte la pandemia.
a) per il tributo di vittime e per i danni al tessuto sociale e produttivo
b) ma anche perché, dopo essere stata trascurata per decenni da interessi e miopia delle precedenti amministrazioni regionali, rischia di ripiombare a livelli da terzo mondo con una serie di scellerati tagli indicati nel Piano operativo sanitario (POS) 2018/2021 firmato dal governatore del Molise, ora anche commissario ad acta alla sanità, Donato Toma.
Si parla di tagli a servizi e reparti del veneziale, quali oncologia, emodinamica, cardiologia, nevralgici per garantire un livello di qualità essenziale per sanità isernina.
Chiunque può facilmente rendersi conto a quali rischi, per la salute dei miei concittadini questa miope visione contabilistica della gestione della sanità pubblica può portare.
Parliamo infatti di situazioni comuni nella nostra quotidianità: infarti, trombosi, ischemie e altro. Che diremo, che dirà Toma alle famiglie dei cittadini di Isernia, della mia città che aggraveranno i loro rischi e le preoccupazioni?
4) I punti cardine del suo programma elettorale?
Qui è in ballo il futuro di Isernia.
Parliamo subito di cose da fare.
• Tutela della salute ad Isernia e in provincia
Come futuro primo cittadino ho il dovere di occuparmi in primis dei cittadini più cagionevoli e fragili. Isernia non può essere ostaggio di giochi di potere della vecchia politica degli amici delle poltrone facili. Soprattutto sulla pelle della salute dei cittadini di Isernia.
Lo dico chiaro: Donato Toma, non provi a fare peggio di Frattura. Abbiamo già visto i danni del precedente POS del 2015/2018. Basta penalizzare ulteriormente la situazione della sanità isernina.
Prendo l’impegno preciso verso tutta la mia città. Nei primi giorni della mia sindacatura andremo a Campobasso con la mia squadra di assessori e tecnici di rilevanza nazionale a trattare o meglio a strappare posti letto e terapie per l’ospedale Veneziane di Isernia. A denti stretti e pur nel dovuto rispetto istituzionale con passione generosità e assoluta determinazione.
Guardi questa non è una promessa a caso: tutta la mia vita professionale e imprenditoriale si è basata sulla visione della massima concretezza dei figli di questa terra penetra.
Non voglio fare speculazioni politiche, ma è chiaro agli occhi di ogni isernino che l’aumento dei decessi avuti per Covid e le disastrose conseguenze legate alla mancanza di un centro per la pandemia nonché alla riduzione delle possibilità di cura per le patologie non Covid necessitano di ben altre risposte concrete rispetto alla minestra riscaldata del presidente Toma.
Ma non mi voglio fermare qui. Convocherò tutti gli stakeholders pubblici e privati del territorio, le associazioni di categoria dei medici di famiglia per costruire un piano di sostegno aggiuntivo territoriale ai livelli regionali sanitari.
Chiamiamo le famiglie gli anziani e tutti i cittadini di Isernia a vigilare e a rivedicare con forza il nostro diritto/dovere di tutelare e difendere la salute di tutta la popolazione pentra. Non esistono , anzi non devono esistere politiche per la salute in Molise per cittadini di seria A ovvero di serie B.
Riforma della macchina amministrativa.
il comune di Isernia ha una pianta organica ridotta all’osso, mancano diverse figure professionali , mancano dirigenti, mancano anche le risorse finanziare, è inutile girarci intorno. Eppure, io sono fiducioso. Sappiamo tutti che l’Ente comunale soffre di gravi ritardi e inefficienza ma vediamone le diverse cause.
Alcune sono frutto di scelte miopi dei governi nazionali (soprattutto ahimè di centrosinistra) protempore: il blocco del turnover, il taglio dei finanziamenti degli ultimi anni, un miope sistema di relazioni sindacali . Ma è anche vero che già nella contrattazione di secondo livello a Isernia si sarebbe potuto fare di più e meglio.
Le piante organiche da quanto non sono aggiornate? E i nuovi profili che ci chiede il post pandemia e il PNRR esistono, sono recuperabili all’interno del patrimonio di risorse umane e strumentali dell’Ente?
Molte risposte non ci sono. Ecco perché insieme alla squadra di esperti in pubblica amministrazione e relazioni sindacali che ho cercato in tutto Italia abbiamo avviato una mappatura delle criticità e delle professionalità necessarie e recuperabili all’interno delle piante organiche già esistenti.
So bene che ciò non sarà sufficiente: ecco perché coi fondi del PNRR vogliamo dare una concreta opportunità a lavoratori giovani e donne in particolare, qualificati e desiderosi di mettersi al servizio della città.
Sviluppo economico e sociale.
Mancano strutture sportive e spazi sociali d’aggregazione, c’è scontento e delusione soprattutto tra i giovani, che praticamente vanno tutti via in cerca di lavoro e fortuna. Con un risvolto ancora più preoccupante, perché le loro famiglie le costruiranno fuori e Isernia sarà sempre più povera e più piccola. Cosa può fare il Comune per arrestare il declino?
Occorre a mio avviso lavorare con le tre regole “C”: Conoscere, Cooperare, Costruire.
La prima è stata la prima che abbiamo attuato: conoscenza delle cose, dei luoghi delle persone. Abbiamo studiato il complesso intreccio tra uso del territorio, capitale umano e potenziale infrastrutturale della nostra città.
Abbiamo certamente esaminato documenti, indagini, report, normative e regolamenti. Ma abbiamo fatto anche altro. Abbiamo voluto conoscere il punto di vista, le esigenze, la realtà fattuale di imprese e associazioni presenti sul territorio.
Una base di informazioni unica e preziosissima che non è possibile disperdere o peggio mettere in un cassetto dopo le elezioni.
Abbiamo così deciso di creare una cabina di regia del monitoraggio sull’attuazione del programma elettorale e di misurazione verifica del livello di qualità delle soluzione amministrative che andremo ad attuare via via su Isernia.
Ho cercato le migliori e leali capacità a costruire e realizzare questo ambizioso obbiettivo. anche fuori di Isernia. Spero di aver scelto bene.
Cultura, turismo, ambiente e territorio.
Mi permetta di confidarle un aneddoto. Quando , dopo aver deciso di impegnarmi in questa tornata elettorale, stavo valutando come costruire una squadra vincente, ho ovviamente preso in considerazione e valutato anche la possibilità di poter ricorrere a risorse professionali ed accademiche al di fuori di Isernia. La cosa che mi ha colpito è stata che un numero purtroppo cospicuo di queste possibili collaborazioni sapessero poco o nulla del patrimonio turistico e culturale del territorio pentro. Una vera indecenza!
Così da buon isernino, tosto e orgoglioso, ho chiesto nella costruzione del “modello Isernia” un progetto specifico per turismo e cultura che fosse di rilevanza e ambito nazionale. Siccome la squadra che collabora con me è unita per la passione del vero e del bello e su questa materia ci abbiamo investito molto, mi permetta di mantenere un po’ riserbo che scioglierò nei primi giorni della sindacatura illustrando alla città e anche alla sua testata, se vorrà, i contenuti specifici.
Posso solo anticiparle che il mondo dell’Università, della Ricerca, le organizzazioni culturali (pubbliche e private, sia quelle tradizionali che quelle legate ai new media) , l’artigianato, l’enogastronomia, il turismo ecosostenibile, le attività artistiche, sportive e di settore saranno gli attori insieme al comune di questo progetto. Un progetto che sarà uno dei perni del “modello Isernia” e proprio per questo entrerà anche questo nella cabina di regia.
5) Se si dovesse descrivere quale aggettivo utilizzerebbe?
R.: una persona normale, molto professionale e serio nei rapporti e nel lavoro. Qualcuno afferma che io sia un imprenditore di successo. Non è questo quello che conta. Conta non porre al centro della vita l’”io” , ma il “noi”. Non so neanche immaginare qualsiasi attività se non nell’ottica di una squadra efficace. Sono una persona sincera con valori saldi, legati alla nostra tradizione isernina. Un po’ impetuoso in certi momenti, ma alla fine so portare a casa il risultato con intelligenza, senza strafare e con rispetto degli altri.
6) Gli elettori perché dovrebbero sceglierla?
R.: Credo per tre motivi essenzialmente
• Il primo è che io sono una persona che sa amministrare ma che ha anche esperienza. Lo dimostra la mia trentennale attività come imprenditore a cui si aggiunge ormai la pluriennale esperienza come politico sia in regione che in città.
• Il secondo è che sono un candidato civico: io non ho nessun vincolo oltre alla stima personale e reciproca con gli amici che mi stanno sostenendo in campagna elettorale. Sono sintesi di un progetto comune di condivisione e non il vincitore di una corsa a premi sgomitando gli altri. Non sono ricattabile dagli accordi sottobanco tra i vari schieramenti
• Il terzo motivo è che io sono un isernino doc, senza alcun passato oscuro o chiacchierato. Ho sempre posto al centro del mio agire l’amore per la mia gente, il valore della famiglia, l’educazione cristiana. Sono impegnato sul sociale e sul volontariato e anche i miei collaboratori in azienda credo non abbiano difficoltà a riconoscermi forte immedesimazione nei problemi e nelle situazioni personali anche semplici e quotidiani dei miei lavoratori.




























