di Christian Ciarlante

Qualche giorno fa Davide Casaleggio ha dichiarato: “Aumentiamo lo stipendio a Consiglieri comunali. Tagliamolo ai parlamentari”. Di Maio è andato oltre: “Non si può pensare che essere Consigliere comunale sia un privilegio, oggi. Possiamo discutere di nuove regole per i Consiglieri comunali, per esempio che il loro secondo mandato non valga e possano candidarsi anche al Consiglio regionale, o in Parlamento”.

I 5 Stelle perdono consensi, le sconfitte in Molise, Abruzzo e Sardegna pesano come macigni, ma si continua a minimizzare nella speranza che il reddito di cittadinanza dia una nuova scossa agli elettori migrati in altri lidi. La metamorfosi è in atto, con la consapevolezza che per sopravvivere bisogna cambiare, a partire dal rapporto con chi sta a presidiare i territori e che si sente abbandonato. Ma guai a parlare di mutamenti radicali. Il Movimento si sta trasformando in un partito, ma faticano ad ammetterlo. Si sono accorti che senza un’organizzazione sul territorio non c’è trippa per gatti, con i soli post su Facebook non si va da nessuna parte.

Facile starnazzare e lanciare proclami quando si è all’opposizione, ma una volta che si arriva a governare la musica cambia. I grillini hanno regalato l’immunità al ministro Salvini, dopo che per anni ha sempre gridato e urlato contro i privilegi della casta. Di Maio e compagni appena entrati al governo hanno tolto la maschera da agnellini e si sono rivelati molto peggio di chi criticavano. Per salvare le poltrone hanno evitato al vicepremier un normale processo. Dopo “onestà onestà” da oggi in piazza potranno gridare senza paura “impunità impunità”.

La senatrice dissidente grillina Elena Fattori, intervenuta su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, si domanda: “Cosa avrebbe detto Roberto Casaleggio per quanto riguarda questi cambiamenti?”

Per la Fattori si può fare politica anche fuori dal Parlamento, anzi si fa quella più bella fuori dal Parlamento. “Io penso che sarebbe un suicidio politico eliminare il vincolo del doppio mandato. Non va bene neanche se fosse solo a livello comunale, perché diventerebbe la vecchia politica per cui tu cominci a farti conoscere sui territori, fai i mandati da Consigliere comunale, cerchi di raccogliere preferenze. Tornare indietro su questo non è proponibile, è davvero brutta questa cosa. Credo che molti attivisti abbandonerebbero il Movimento se si facesse una deroga a questa cosa qua. Io sono nata insieme al Movimento e noi abbiamo sempre detto: non abbiamo molte regole, ma abbiamo quei 4-5 principi inderogabili che fanno di noi una forza politica diversa.

Sull’esperimento di apparentamento con le liste civiche. “Sarebbe devastante. Noi abbiamo delle regole molto restrittive per la candidatura, quindi ci ritroveremmo ad avere delle liste 5 Stelle con persone sottoposte a un check incredibile per essere candidate. Chi è al terzo mandato, chi magari non ha la fedina penale pulita, tutte le varie liste civette utilizzerebbero il carro dei 5 Stelle con delle liste civiche farlocche. Le vere liste civiche sono poche, la maggior parte sono liste civetta di ex imbarcati da altri partiti che non vogliono più far vedere il simbolo. Noi le chiamavamo le liste ciniche, quindi adesso allearsi con loro sarebbe un altro suicidio. Imbarcheremmo volponi da ogni parte di Italia che ci sottometterebbero come sta facendo ora Salvini. Chiedo a Luigi di fare un passo indietro su questo”.

Dunque, acque sempre più agitate nei 5 Stelle, che continuano a nascondere i problemi sotto il tappeto, ma a quanto pare la base ha ben compreso che il movimento sta seguendo una strada pericolosa senza via d’uscita. Di Maio e tutta l’allegra brigata a grillina stanno portando la nave alla deriva in nome di uno strano cambiamento che nessuno ha visto e compreso. Se non torneranno alle origini, per intenderci, ai ‘vaffa day’, per loro il declino sarà inesorabile.

Di Maio tornerà a fare il bibitaro al San Paolo. Toninelli, “il concentrato”, sarà assunto dalla Lego come progettista. Di Battista, il “Che Guevara” di Roma Nord, tornerà a fare l’animatore nei villaggi. Grillo farà un tour per chiedere indietro a tutte le regioni i soldi donati dai 5 Stelle e Casaleggio junior trasformerà la piattaforma Rousseau in un sito di incontri per ex grillini nostalgici.

Nel frattempo, mentre Salvini ride e aumenta i consensi, il M5S passa dalle stelle alle stalle!

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