La medicina territoriale è uno scherzo di carnevale ed i pazienti che prenotano una visita specialistica vengono smistati a Riccia, Bojano, Trivento o altre località col risultato che la sanità non si avvicina al malato, ma è il malato che deve inseguire a proprie spese la sanità. Basta controllare gli elenchi nominativi delle persone sottoposte a visita nei vari poliambulatori per rendersi conto che nella nostra ASREM vale la regola del Re di Napoli “ Chi è a poppa vada a prua. Chi è sotto vada sopra. Chi è a sinistra si sposti a destra, L’importante è fare ammuina.”.
La medicina territoriale dovrebbe essere un’agevolazione ai cittadini con assistenza domiciliare, meno fastidi nelle prenotazioni, controlli ambulatoriali più vicini al proprio domicilio e filtro nei ricoveri ospedalieri con meno affollamento al Pronto Soccorso. In Molise col caos esistente si è strutturato un sistema che è funzionale alla dirigenza sanitaria con flussi di pazienti che variano in rapporto ai premi incentivanti e alla tenuta di alcuni ambulatori senza porsi il problema del disagio di un anziano senza mezzi costretto a spostarsi per 60 km.
Il Piano Sanitario Regionale và riformulato verso la sanità pubblica come chiedono giustamente 7 mila cittadini del Medio-Molise che hanno inviato una petizione al Governo per difendere l’Ospedale Cardarelli, evitarne lo svuotamento e fermarne lo smantellamento. Troppi interessi privati si annidano nei 700 milioni di euro annui di spesa sanitaria. La potenza delle lobby politiche che fanno affari con la sanità marginalizza i diritti dei cittadini, non tiene conto della dignità dei malati e stritola ogni dissenso infischiandosene del bene comune o del buonsenso. Il Governo Monti dimostri la propria autonomia da questi intrecci incestuosi e fermi l’adozione di un Piano Sanitario che di fatto chiude e affossa il sistema pubblico regionale.






























