In questi giorni si è tornati a parlare del futuro dei Consorzi di Bonifica e nello specifico di quello larinese.
E’ da alcuni mesi che cerco di mantenere alta la tensione, in merito alla legge in via di approvazione sul riordino dei Consorzi e nello specifico sull’ubicazione della sede legale.
La legge sul riordino approvata dalla Giunta regionale, nell’articolo dove si specificava l’ubicazione della sede, caso assai strano non riportava il luogo esatto ma uno spazio vuoto, lasciando intendere che la sede si sarebbe individuata in una fase successiva.
Il sottoscritto, è da tempo che sollecita, attraverso interrogazioni e comunicati stampa, il Presidente della Giunta Regionale Frattura ad affrontare e risolvere la questione. In una recente riunione a Larino, alla presenza di decine e decine di cittadini e imprenditori il Presidente Frattura ha assunto l’impegno a far rimanere la sede nei palazzi larinesi.
Vorrei ricordare come Larino, città vocata fortemente all’agricoltura ha rappresento e rappresenta il volano di crescita di questo settore per l’intero territorio bassomolisano e penalizzarla ulteriormente, significa affossare un’intera comunità.
Considerando il fatto che la popolazione larinese ha subito numerosi tagli e chiusure a strutture pubbliche, per non parlare della chiusura dell’ospedale “Vietri”, non vorrei che passasse il messaggio che lasciare la sede a Larino significhi compensare alle numerose chiusure degli ultimi mesi.
Pertanto, credo che sia giusto seguire il consiglio riportato in quel tanto pubblicizzato manifesto in cui si diceva di rimettere attorno a un tavolo amministratori, associazioni e cittadini per fare in modo che al “Vietri” di Larino si concretizzi da subito la realizzazione di una struttura riabilitativa di secondo livello.






























