Riceviamo e pubblichiamo

Ho paura di tornare a casa da sola la sera, dopo il tramonto chiamo mio padre o mia madre per farmi venire a prendere. Una sera stavo ritornando a casa e c’erano dei ragazzi di colore sotto casa mia intenti a parlare tra di loro, non me la sono sentita di avvicinarmi al portone, ho aspettato finché non se ne sono andati via. Qualche sera fa delle mie amiche hanno subito pesanti apprezzamenti da parte di questi ragazzi che passeggiano su e giù per le vie di Isernia. Io personalmente, da un po’ di tempo a questa parte, non mi sento più sicura.  Non sono un’esibizionista, sono una ragazza di 22 anni a cui piace vestire bene e alla moda. Non mi voglio preoccupare di cosa indossare la sera per uscire, voglio poter essere libera di mettere una gonna corta o dei pantaloncini, senza attirare l’attenzione morbosa di chi incontro per strada. Io le mie coetanee non vogliamo avere paura, vogliamo sentirci sicure, siamo stufe di essere infastidite o importunate da questi ragazzi stranieri che di notte mettono ancora più ansia. Nel frattempo torna in voga l’antico adagio mai dimenticato: “Se la vanno a cercare”. Una cosa che, in tutta franchezza, mi disgusta profondamente. Non nascondo che ci sono anche delle ragazze a cui fa piacere ricevere delle attenzioni e hanno voglia di stringere amicizia con taluni personaggi. Oltre ai giovani di colore dobbiamo fare attenzione anche ai balordi locali e agli alcolizzati che risiedono in pianta stabile nella stazione ferroviaria di Isernia. Per me che frequento l’università e viaggio spesso in treno, mi capita di vederne di tutti i colori. Sono sconfortata per quanto sta accadendo nella mia città, amo Isernia e voglio continuare a viverci bene e in tranquillità. Mi appello al Sindaco e alle forze dell’ordine perché si prodighino per dare più sicurezza a noi cittadini“.

Chiara

Questo il racconto di una giovane isernina che non si sente più protetta nella sua città. Le disavventure possono accadere sia di giorno che di notte, ma stiamo attenti a non creare eccessivo allarmismo. Isernia non è più un’isola felice come un tempo, quando si esce la sera è bene fare attenzione ed avere gli occhi aperti. Purtroppo i tempi sono cambiati e si percepisce inevitabilmente un minor senso di sicurezza.

Anche la presenza di troppi migranti sul territorio può generare paura. Isernia deve essere una città sicura, gli isernini meritano una vita tranquilla e non doversi costantemente guardare alle spalle. Siamo a metà agosto 2017 e la realizzazione del sistema regionale di videosorveglianza, previsto dal “Patto per la sicurezza”, è ancora in alto mare. Delle 47 telecamere previste ad Isernia non c’è traccia.

Per non parlare poi del sistema di videosorveglianza, costato 80mila euro, voluto dall’amministrazione Brasiello che sembra essere fuori servizio da dopo la presentazione alla stampa nel dicembre 2014.

Noi da parte nostra auspichiamo che dopo la pausa estiva si torni ad affrontare il problema sicurezza in città con serietà e senza perdersi in interminabili polemiche.

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