di Christian Ciarlante
Il caso Weinstein, che vede protagonista in negativo uno dei più potenti produttori di Hollywood, dagli Stati Uniti ha raggiunto la sperduta cittadina di Isernia, dove solo lo 0,5% della popolazione, forse, sa di cosa diavolo si sta parlando. Harvey Weinstein è stato accusato di stupro e molestie sessuali da decine di attrici che ora chiedono sia fatta giustizia.
A mettere in moto il teatrino della politica locale, una boutade autunnale dell’assessore comunale Eugenio Kniahynicki, che sul suo profilo Facebook ha scritto: “Quindi più che attrici erano tutte meretrici… #weinstein”. Apriti cielo! Il Consigliere comunale di opposizione Stefano Testa, dopo aver letto il post, ha sferrato un attacco durissimo nei confronti di Kniahynicki. Testa ha tutte le buone ragioni per criticare aspramente chi, a suo avviso, ha commesso una grave leggerezza postando un post pseudo-ironico, visto anche il ruolo istituzionale ricoperto da Kniahynicki, ma montare una polemica per una battuta da cabaret è un po’ eccessivo.
Sicuramente quella dell’assessore è stata un’uscita improvvida, che si poteva evitare anche perché fatta su un argomento delicato che riguarda la violenza sulle donne. Nella stragrande maggioranza dei nostri concittadini questo siparietto politico avrà suscitato solo fastidio. L’ironia è strumento delicato che attiene alla sfera dell’intelligenza piuttosto che a quella dell’emotività: difficile da maneggiare. La comunicazione fondata sullo humour introduce l’elemento della sorpresa, del ribaltamento, dell’insolito. Fino al punto da destabilizzare.
Va detto subito che è assolutamente da condannare la condotta disdicevole e vergognosa di un uomo che ha sfruttato il suo potere per trarne vantaggi sessuali per soddisfare le sue pulsioni malate. Se colpevole, pagherà il suo conto salato con la giustizia americana che, a differenza di quella italiana, sa come trattare certi personaggi che di umano hanno poco o nulla. In questa città si è avuta la capacità di far diventare una storia vergognosa d’oltre oceano una baruffa politica paesana.
L’assessore Kniahynicki ha dichiarato in questi giorni che non era sua intenzione offendere le donne, tantomeno giudicare ciò che sarà un tribunale a stabilire. Non resta che stendere un velo pietoso su questa polemica di natura strumentale e pensare seriamente ad una città che ha bisogno di altro e che sta vivendo un momento di grande difficoltà.
I problemi sono tanti e vanno affrontati con determinazione; l’amministrazione comunale faccia il suo dovere, se è in grado di farlo, e l’opposizione faccia il suo mestiere nel modo corretto, pungolando e criticando, anche duramente, laddove la maggioranza dovesse latitare, prendere pessime decisioni o essere immobile.
Se si vuole visibilità mediatica si facciano proposte serie e più utili per la città invece di polemizzare sulle battute da avanspettacolo fatte da un assessore sul suo profilo Facebook.





























