La conferenza stampa dei vertici dell’amministrazione comunale di Venafro in cui sono stati illustrati i risultati ottenuti finora dalla giunta Sorbo non è piaciuta granché – com’era prevedibile – al capogruppo di minoranza Alfonso Cantone. Al quale, a dire il vero, non è andata giù nemmeno la pubblicazione del relativo opuscolo sul sito web istituzionale del Comune che, «in quanto istituzionale deve rimanere uno spazio di tutti e non di sindaco, giunta e maggioranza!», ha tuonato Cantone.
Sia come sia, entrando nel merito del voluminoso opuscolo, il consigliere di opposizione ha raccontato un classico aneddoto: «In una frazione del comune di Sesto Campano, paesino non poco distante da Venafro e precisamente a Roccapipirozzi, vi è un detto popolare che mi sento di ripetere in questa sede: nisciune m’avvanta, m’avvante iè (nessuno mi vanta, mi vanto io da solo…)».
Insomma, per Cantone, «questo detto è la giusta sintesi della conferenza stampa tenuta dal sindaco per illustrare ai cittadini di Venafro cosa ha fatto in 4 anni. Una sfilza di meriti senza senso e densa di ipocrisia. L’unica cosa che mi trova d’accordo è l’impaginazione e i colori usati per la redazione dell’opuscolo – ha affermato sarcastico il capogruppo d’opposizione -, davvero fatto bene. Bravo!».
Tornato serio, Cantone quindi attacca: «Prendersi dei meriti per aver asfaltato due stradine lo trovo ridicolo, i cittadini pagano le tasse e mi pare giusto che chi governa si adoperi almeno in quello. Prendersi dei meriti per la quasi ultimazione dei lavori della palazzina Liberty mi sembra poi incoerente, visto che i fondi sono stati ottenuti dalla vecchia amministrazione.
Prendersi dei meriti per la realizzazione della biblioteca lo trovo altrettanto ridicolo, visto che è stata inaugurata senza il certificato di agibilità anche in presenza del prefetto per poi chiuderla – temporaneamente – in fretta e furia. Dichiarare che i conti sono risanati – ha poi aggiunto il capogruppo di minoranza -, omettendo di dire che nel bilancio non ci sono i 4 milioni di euro di debiti con Molise Acqua non è corretto. Altrettanto quando il sindaco afferma che non sono state aumentate le tasse o addirittura che sono diminuite dimenticando però di dire che sono al massimo e che quindi sarebbe stato impossibile incrementarle».
Inoltre, «ricordare che la propria amministrazione è la meno cara, senza spiegare che nel frattempo la legge è cambiata (riduzione dei consiglieri e degli assessori) è altrettanto fuorviante. Quando mi è stato comunicato che il sindaco avrebbe tenuto una conferenza stampa, mi sono chiesto tra me e me: finalmente avrà preso coscienza e si dimetterà, come può continuare sapendo che è indagato con mezza giunta per abuso d’ufficio da oltre 3 anni… e solo per degli escamotage del tutto legali viene ritardata l’udienza…
Come può andare avanti pur sapendo che ormai non ha più la maggioranza completa emersa dal voto visto che sono andati via tre componenti (la Cifelli, la Iannacone e la Capasso) mentre altrettanti hanno preferito restituire le deleghe (Barile, Petrecca e Di Clemente)? In ultimo, come dimenticare l’abbandono del posto assessorile del suo amico fidato Ottaviano? Sarà anche l’amministrazione più longeva degli ultimi 10 anni, ma è altrettanto vero che è l’amministrazione meno coesa degli ultimi 50 anni!».
A conti fatti, dunque, Cantone avvisa: «Il tempo volge al termine caro sindaco, l’unica cosa che vi fa restare insieme è l’indennità di carica che continuate a percepire in barba ai cittadini consapevoli quest’ultimi di come avete ridotto questa città. La principessa Maria Antonietta al popolo affamato dava le brioches, a Venafro viene distribuita acqua naturale e frizzante, ovviamente non gratuita».
Infine, «caro Sindaco, i cittadini di Venafro non sono stupidi, sei stato pesato, sei stato misurato e sei stato trovato mancante…».






























