Foto presa da video delle Iene

Il servizio delle Iene su “Saluta Andonio” ha messo in mostra cose che noi umani non vorremmo neanche immaginare. Marco Morrone, nuova webstar, guadagna 1500 euro in mezz’ora per non fare nulla e dire sempre le solite frasi fatte.

Tutto è cominciato con un video, caricato per gioco, sul proprio profilo Facebook: Marco aveva ripreso una scena mentre si trovava in auto con il padre Antonio e, dopo averlo invitato a salutare, non riceveva alcuna risposta.

Da qui, il tormentone che gli ha cambiato radicalmente la vita. In poco tempo, la pagina Facebook creata da Marco ha accumulato centinaia di migliaia di like e oggi il ragazzo, 15 anni, è una delle star del web più richieste in discoteche e locali di tutta Italia. ‘Le Iene’ hanno seguito la sua giornata-tipo, comprensiva di serata in discoteca.

Per strada tutti lo riconoscono, anche se alcuni sono convinti che si chiami Antonio, e gli chiedono di fare il celebre sketch. Una persona intervistata ha detto che quello di Marco è il lavoro del futuro: come dargli torto? Finché avremo centinaia di migliaia di persone che rimangono folgorate dal nulla, ci sarà sempre un mercato in cui inserirsi con nuove deliranti stupidaggini.

Ci sono persone che pagano un biglietto per ascoltare dal vivo un ragazzino che dice: “Saluta Andonio”. Pagano per fare delle foto con un personaggio pseudo famoso solo per postarle sui social. Ci sono aziende che sfruttano l’immagine di Marco per far conoscere il loro brand, per vendere magliette, gadget e qualsiasi altro feticcio commerciabile.

Oggi “Saluta Andonio” è un idolo, ma domani potrebbe finire nel dimenticatoio come accade spesso alle persone che non hanno nessun talento. Una sola cosa è certa, il giovanotto calabrese sta mettendo da parte un discreto gruzzoletto per il futuro, sfruttando con furbizia la dabbenaggine di tanti italiani. Per spiegare il fenomeno c’è chi ha scomodato sociologi e massmediologi, per dire cosa? Non servono teorie illuminati per confermare il fatto che siamo un popolo di idioti.

Il 15enne sta vivendo un sogno, ma ci sono stati, in passato, anche momenti bui, come raccontato dalla mamma: «Era vittima dei bulli, lo emarginavano e lo deridevano per l’aspetto fisico, non voleva neanche uscire più di casa. Una volta fu anche preso a pugni da un ragazzo che lo stava prendendo in giro e la sua unica colpa fu quella di reagire, chiedendogli di smetterla. Ho temuto tanto per lui».

Ora è arrivata l’occasione del riscatto. Marco, però, dimostra di saper restare coi piedi per terra: «Prima non mi voleva nessuno, ora che sono famoso mi cercano tutti, ragazze comprese. So che vogliono avvicinarsi a ‘Saluta Antonio’ e non a Marco, ma per me non è un problema: anche io approfitto di loro sfruttando la mia popolarità». Una bella vittoria per lui, una rivincita senza dubbio, ma è avvilente vedere tanta gente entusiasta ed esaltata per un adolescente che non ha nessuna dote se non quella della simpatia.

Il mondo della rete sta precipitando sempre di più nel trash. Umberto Eco nel 2015 ebbe a dire: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli. La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”.

Umberto Eco è stato un semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, accademico e bibliofilo italiano. Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo. Eco con le sue parole, in tempi non sospetti, ha fornito un quadro esaustivo della situazione attuale. Umberto Eco è morto. Per fortuna per lui, perché almeno non può vedere come siamo ridotti ora.

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