Le “ Quattro Cannelle “ di Venafro, la storica fonte pubblica cittadina realizzata nel 1903 all’imbocco di via Falca, è di nuovo in ginocchio, ossia quasi all’asciutto e senz’acqua. Dalle quattro bocche sgorga infatti pochissima acqua e già due di tali fuoriuscite sono praticamente a secco, mentre dalle restanti due fuoriesce pochissima acqua.
Di siffatta situazione i venafrani ovviamente non sono affatto soddisfatti e le loro affermazioni al riguardo sono significative : “Comprendiamo il persistente momento di siccità generale, per nulla risolto dalle ultime precipitazioni atmosferiche e dalle parziali nevicate sui monti,-dicono in tanti- ma pensiamo che ci siano ben altri e seri motivi all’origine della ridottissima portata d’acqua delle “ Quattro Cannelle “.
A memoria di tanti di noi non si ricordano carenze idriche siffatte dalla fonte pubblica di Via Falca, che ha fatto la storia della nostra città, per cui invitiamo i tecnici del nostro Comune ad un esame approfondito della vicenda al fine di tornare a garantire alle “ Quattro Cannelle “ acqua in abbondanza e soprattutto continuativamente”. Quale la storia di tale fonte pubblica e la sua importanza socio/umanitaria per Venafro ?
“Tantissima, assolutamente preziosa e perciò da salvaguardare -puntualizza l’interlocutore- ripensando ai rifornimenti da parte delle donne del passato con le tradizionali tine, i caratteristici contenitori di rame. Se ne riempivano con decine di litri d’acqua, si ponevano le tine in testa e si portava l’acqua a casa, data l’assenza di acqua corrente nelle abitazioni.
Durante il tragitto, e con le pesanti tine in testa, le giovani s’intrattenevano volentieri per strada a parlare con i loro corteggiatori o fidanzati prima di rientrare a casa ; e se veniva fuori qualche discussione, non di rado i tanti litri d’acqua contenuti nelle tine finivano addosso a corteggiatori e fidanzati !
Le “Quattro Cannelle” erano cioè essenziali ed indispensabili per i rifornimenti idrici dei decenni andati, ma anche per le pulizie personali o per lavare oggetti di casa, dal che deriva la loro importanza sociale. Per tutta questa serie di motivi ne chiediamo al Comune la massima cura, ripristinando la sua storica portata idrica e ripulendo per bene l’intera area circostante, oggi più che mai abbandonata a se stessa !”.
Tonino Atella






























