L’attesissimo incontro di oggi a Castello Pandone si è concluso nel più assoluto anonimato. Matteo Renzi è arrivato con ritardo all’appuntamento fissato per le 15.30 e in una sala poco gremita, dopo i saluti di rito, ha preso posto vicino all’On. Laura Venittelli.
Per la seconda volta l’ex premier ha preferito non sedersi accanto al governatore Frattura: sarà un caso? Forse i rapporti tra i due non sono più così idilliaci come una volta.
Nella splendida sala di Castello Pandone, erano presenti il presidente Paolo di Laura Frattura, il segretario regionale del PD Micaela Fanelli, l’On. Laura Venittelli, esponenti politici “filogovernativi”, alcuni imprenditori, amministratori locali del PD e pochi simpatizzanti del partito. Da registrare anche la presenza più defilata dell’ex sindaco di Isernia Luigi Brasiello e del Consigliere regionale Massimiliano Scarabeo.
Micaela Fanelli nel suo discorso ha parlato di un Molise che sta rinascendo citando due esempi su tutti, la fonderia Marinelli di Agnone e l’azienda tessile ModaImpresa di Romolo D’Orazio. Questi due esempi, secondo Fanelli, rappresentano la ripresa dell’Italia e del Molise. “Un Molise che ha Pil e occupazione in crescita grazie agli interventi del governo regionale in sinergia con quello nazionale. Sono questi i dati che ci fanno dire che il Molise è in ripresa”. Così ha concluso il suo intervento il segretario regionale del Partito Democratico.
L’intervento di Matteo Renzi è stato del tutto anonimo, l’ex premier non ha toccano nessuno dei temi attuali rilevanti che riguardano il nostro Molise. Un discorso basato sul nulla, non un accenno alla legge elettorale regionale, non una parola sulla situazione politica molisana e sul candidato governatore del PD silenzio tombale. Si è limitano a scusarsi per essere arrivato in ritardo e sulle contestazioni che gli hanno rivolto ha ironizzato, come suo solito, attaccando chi non la pensa come lui.
C’è da registrare che la maggior parte delle contestazioni erano rivolte al governatore Frattura e all’assessore Facciolla per le loro politiche definite nei cartelli dei manifestanti disastrose (per usare un eufemismo). Si puo’ dire, tranquillamente, che la vista di Matteo Renzi in Molise è stata una toccata e fuga, chi si aspettava da lui un intervento politico di un certo spessore, è rimasto deluso.
Il segretario del PD è arrivato a Venafro per parlare di “fake news”, evidentemente, è molto più importante parlare di notizie false sulla rete che non dei problemi dei molisani.































