Giornata fredda e cupa, sotto tutti i punti di vista, quella di oggi in Consiglio, dove ormai non c’è seduta senza contestazioni nei confronti di questo governo regionale. Oggi a fare i conti con la rabbia dei lavoratori e con le famiglie dei disabili, sono stati gli assessori Facciolla e Veneziale. Il presidente della regione era assente. Contestazioni più che motivate visto che nonostante incontri e tante belle parole alla fin fine non cambia mai nulla. Tra pochi mesi, saranno i molisani a mandare a casa chi non ha tenuto fede agli impegni presi nel corso di questi cinque anni di legislatura.

Protesta dei disabili questa mattina in Consiglio regionale che lamentano la mancata erogazione del sussidio 2015/2016 per la non autosufficienza. Sono un centinaio i disabili, aventi diritto, rimasti fuori che non hanno avuto né assistenza e né caregiver. Nella gestione dei fondi nazionale va fatta chiarezza. La questione ormai va avanti da troppo tempo senza arrivare ad una soluzione che dia un aiuto concreto alle tante famiglie che stanno vivendo enormi difficoltà. Dopo diversi incontri incontri interlocutori l’erogazione dei contributi è ancora in stand-by.

Le cause: motivazioni tecniche dovute al mancato ’raccordo’ dei dati forniti dagli Ambiti territoriali e incertezze di natura finanziaria sul reperimento di 150mila euro da assegnare alle famiglie. Facciolla ha assicurato di aver chiuso la questione politica relativa ai 200mila euro della legge più i 500mila aggiuntivi e di aver rinviato tutto all’ufficio tecnico. Il quale, come assicurato dalla presidente della IV Commissione Nunzia Lattanzio, dovrebbe dare risposte in senso positivo nei prossimi giorni. Il giorno 27 dicembre ci sarà un altro incontro con le famiglie dei disabili e le associazioni e in quel momento si saprà se le promesse di oggi diventeranno un atto concreto.

Ormai da Facciolla e Frattura arrivano solo promesse, ma la pazienza di tanti molisani è arrivata al capolinea. Non si vive di solo “chiacchiere”, c’è chi vive drammi quotidiani da anni e ancora non riceve cio’ che gli spetta e gli è stato garantito dalle istituzioni. Non si puo’ continuare a prendere in giro le famiglie dei disabili, basta solo pensare che nella spesa sociale siamo al penultimo posto in Italia.

A protestare oggi in Consiglio c’erano anche i lavoratori della Mobilità in deroga, gli ex cantonieri, i lavoratori dell’Ittierre, della Gam che hanno protestato con forza sia fuori che dentro l’Aula del Consiglio. Per quanto riguarda la mobilità in deroga è stato Carlo Veneziale a prendere la parola e a spiegare, a livello tecnico, se non c’è continuità della posizione non era possibile ottenere i fondi. Successivamente ha illustrato ad essi le tecnicità del problema e allora la consigliera Lattanzio ha proposto un incontro tra i legali dei lavoratori e quelli della Giunta per la risoluzione dei tecnicismi.

Al termine di questo punto si è giunti all’accordo di vedersi ancora, con tutte le parti in causa, dopo il 23 dicembre e decidere, attraverso appositi bandi, come pensare anche a un reinserimento nel tessuto produttivo attivo di questi lavoratori. Anche in questo caso solo parole, solo promesse, ma di atti concreti ancora nulla. I lavoratori sono ormai sfiduciati e non credo più alle favole raccontate da Veneziale. La situazione lavorativa in Molise è sotto gli occhi di tutti, chi parla di ripresa del mercato del lavoro non racconta la verità, ma fa solo propaganda per tirare acqua al suo mulino.

La Gam vivrà un altro anno di cassa integrazione, per il futuro ancora non è chiaro cosa accadrà all’azienda. I lavoratori Ittierre sono stati lasciati a se stessi e per loro i futuro si prospetta ancora più nero. Per gli ex cantonieri la situazione rimane invariata e si vive in attesa di qualcosa che forse non arriverà mai. Ed infine da segnalare anche la presenza dei lavoratori Atm senza stipendio da mesi, ma la soluzione della vertenza Atm è stata rinviata. Una decisione presa a maggioranza, accolta con particolare preoccupazione dai lavoratori, che speravano di avere una risposta entro Natale. Una risposta e il pagamento degli arretrati. Tutto rinviato al 29 dicembre.

Sono in tanti a pensare che anche con il riconoscimento dell’Area di crisi per il Molise non cambierà nulla, si sta perdendo l’ennesima occasione di rilancio per questa regione ormai ostaggio delle sabbie mobili. Si sta per chiudere un altro anno nero per i molisani, nel 2018 si voterà per eleggere un nuovo governo regionale che dovrà fare i conti con una realtà economico-sociale da brividi.

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