Passata la fiera i problemi restano, a dire il vero a me è sembrato che i problemi ci fossero anche durante la fiera stessa. Mi riferisco, ovviamente, a Più Libri Più Liberi 2017, fiera della piccola e media editoria che, come ogni anno, si è tenuta a Roma in questi primi giorni dicembrini. Senza voler per forza di cose tranciare l’edizione 2017, da visitatore e da operatore professionale vi ho trovato davvero ben poco di cui parlare o di cui stupirmi.
Potrebbe essere anche un dato positivo, nel senso di meno fronzoli e più libri, il vero centro del discorso e della fiera romana. Però, la sensazione che vi sia stato poco su cui provare a riflettere mi è piombata addosso lì in fiera e me la sono riportata a casa una volta andato via dal Palazzo dei Congressi dell’EUR.
Cosa mancava? Mancava di certo l’entusiasmo da parte un po’ di tutti, del resto l’aria generale non poteva esser molto diversa, con il tipo di crisi che attanaglia i mercati, non solo quello editoriale e culturale. Non mi aspettavo nani e ballerine, ma un movimento d’idee e la voglia di diffonderle questo si. Nella giornata in cui io ho visitato la fiera e seguito incontri e workshop professionali, ne ho trovata ben poca di questa voglia.
Ho annusato più una certa diffidenza, meno voglia di coinvolgere anche il semplice lettore in ciò che accade introno alla produzione editoriale. Come dire: abbiamo un problema, è chiaro, ma non spargiamo la voce, ce lo teniamo per noi.
Poi non conosco i numeri d’affluenza o di vendita in Fiera durante queste giornate, il mio è per forza di cose solo il parere di un visitatore fugace, ma, infatti, non esprimo queste mie sensazioni sull’analisi logica di dati e statistiche ma sulla percezione diretta, personale e quindi soggettiva, di un evento che ho sempre frequentato in questi anni e che, almeno per questa edizione, mi ha lasciato in dote qualche bel libro acquistato, come quello in foto, ma poco altro.
Carmine Aceto






























