Ad Aarhus, in Danimarca, città dei Lego se la memoria non mi inganna, il gioco non è un’attività minore e di cui quasi vergognarsi, ma un momento di crescita dell’individuo. Sarà per questo che anche nella loro biblioteca pubblica non ci si limita a invitare i bambini ad entrare e prendere un libro, ma si offre loro un ambiente che è ben più di un’insieme di scaffali colorati.

Jannik Mulvad ha illustrato in modo informale e diretto come e perché in Danimarca si punta in modo forte sulle biblioteche come spazi di socializzazione e di crescita a 360 gradi, senza limitazioni concettuali ma allo stesso tempo con precise strategie operative. La visione ampia e radicalizzata nella società nord europea di biblioteca come centro culturale in grado di proporre percorsi di informazione e di educazione in linea con le esigenze del territorio, con le modifiche apportate dalla tecnologia e con le capacità della gente, fa delle biblioteche danesi, olandesi, tedesche e scandinave, dei sistemi di produzione di senso finalmente non avulsi dal contesto storico e sociale nel quale si ritrovano.

Un vero miraggio per quel che riguarda il mondo bibliotecario italiano, che riporta tutto al libro e solo al libro, che si rifiuta di ipotizzare e riflettere su luoghi di cultura che sappiano non semplicemente fare da contenitori architettonici, ma che siano strutture dinamiche dove preservare ogni forma di comunicazione culturale, riuscendo magari a sfruttarne le potenzialità intrinseche e offrendole alla gente comune come strumenti di conoscenza e di informazione.

“Ad Aarhus vediamo la biblioteca come un partner di gioco dei bambini che la frequentano” ha detto Mulvad, proprio per questo la biblioteca e chi vi lavora in modo professionale e non improvvisato, gioca e costruisce attività per bambini. Da quelle ipertecnologiche ad iniziative più “artigianali”, avendo come obiettivo educare le giovani generazioni alla frequentazione della cultura e di luoghi dove si produce e conserva, a prescindere dalle forme sotto cui essa appare, ovvero libro, immagine, suono.

Carmine Aceto

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