Fenomeno vecchio come il mondo, la trasmissione ereditaria del potere sembrava potesse diradarsi col tramonto delle casate e delle monarchie, e invece la tendenza alla familiarizzazione, è riaffiorata prepotentemente come se nulla fosse.

La discendenza politica è una versione presentabile della sistematica spartizione delle poltrone. Una tradizione intramontabile che oggi si ripropone con il candidato alla presidenza della regione Molise per il centro-sinistra Carlo Veneziale. La storia si ripete, dopo che lo zio è stato presidente di centro-sinistra della Regione Molise, oggi l’investitura è ricaduta sul nipote che tenterà la scalata al vertice di palazzo “D’Aimmo”.

La famiglia è metafora assai in voga nel lessico della politica e il racconto del Palazzo è tutto un fiorire di padri nobili, eredi e discendenti. Possibile che la sinistra non sia riuscita a tirare fuori dal cilindro un nome che non provenga da una casata? Dopo Frattura è il turno di Veneziale.

Ma un’altra domanda sorge spontanea: sarebbe questa la discontinuità richiesta da più parti per cancellare i disastri dell’uscente governo regionale di centro-sinistra? A noi non sembra proprio di no. Veneziale è stato imposto come assessore esterno nella Giunta Frattura e ora viene imposto come candidato alla carica di governatore in nome di una fantomatica ritrovata unità nella coalizione di centro-sinistra.

Dopo vari incontri ed estenuanti riunioni è davvero difficile credere che questa sia l’unica figura spendibile dalla sinistra per puntare a governare la Regione. Se in questo modo si pensa di recuperare il rapporto con la base si è completamente fuori strada. Fino a poco tempo fa lo strumento democratico delle primarie era sacro, ma ora la musica sembra essere cambiata e i candidati vengono calati dall’alto o selezionati da un ristretto numero di persone.

Chi viene dal basso puo’ fare ancora politica nel centro-sinistra? La sinistra non dovrebbe tutelare in qualche modo gli interessi delle classi più deboli? Dagli errori del passato e dalla batosta subita alle politiche non si è tratto nessun insegnamento utile per ritrovare il contatto con la realtà. Nessuno mette in dubbio le qualità politiche e professionali di Carlo Veneziale, però, non si puo’ fare a meno di mettere l’accento sul metodo con cui il centro-sinistra sceglie i suoi candidati.

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