Il caso dell’apertura o meno di Eurospin a Venafro, ha fatto discutere tanto l’opinione pubblica locale. Come accade spesso in questi casi ci si divide e ci si confronta, avanzando tesi diverse, addirittura contrapposte.

Per l’amministrazione comunale questa operazione doveva rappresentare una grossa opportunità per un incremento di posti di lavoro in città. Per i piccoli operatori commerciali con l’aumento della concorrenza si rischiava di vedere contratti i propri guadagni con il rischio della nefasta ipotesi di tagli al personale. Per il cittadino-consumatore ci sarebbe stata maggiore possibilità di scelta e, magari, prezzi più bassi.

Fino alla fine di ottobre del 2017 sembrava che tutto fosse risolto e si annunciava addirittura l’imminente apertura, ma il 27 marzo è arrivata la doccia fredda: Il TAR ha bocciato l’Eurospin perchè sono state violate le norme del piano regolatore. Dopo anni di battaglie, a colpi di carte bollate, tramonta definitivamente l’ipotesi di apertura del colosso della grande distribuzione sul territorio venafrano.

Il TAR Molise con la sentenza n. 178 del 27 marzo ha definitivamente annullato i provvedimenti attraverso i quali il Comune di Venafro aveva approvato un piano di lottizzazione convenzionata presentato da una società del posto per consentire l’apertura nella zona industriale di una nuova attività commerciale facente parte della nota catena di distribuzione commerciale Eurospin spa.

Accolte dunque le tesi esposte dalla società ATLA del Gruppo D’Appollonio che nel corso degli anni aveva presentato più ricorsi per far valere le sue ragioni ed aveva ottenuto l’annullamento di precedenti provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale.

Per il Tar la vicenda sottoposta al suo esame è “sintomatica dello snaturamento sostanziale della funzione del piano di lottizzazione convenzionata” in quanto il Comune “anziché pianificare, a livello secondario, l’attuazione dello strumento urbanistico bella zona industriale di Venafro” ha fornito “una veste adattata (o male adattata) all’assenso verso un cambiamento di destinazione d’uso (da deposito a locale commerciale) di un singolo intervento”.

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