di Domenico Pio Abiuso (www.gambatesablog.info)
Oggi vi propongo l’intervista a Marialaura Cancellario, avvocato, Consigliere comunale a Campobasso del “Polo Civico” e provinciale con il gruppo consiliare “Provincia Unita”.
Il legale, ha risposto cordialmente alle mie domande, che riporto di seguito.
- Com’è noto lo stato delle strade in Molise è disastroso.
In che situazione è il sistema viario di competenza provinciale?
Il sistema di viabilità dell’intera Regione è devastato e tale situazione è sotto gli occhi di tutti: tratti chiusi, tanti completamente dissestati che non consentono di superare poche decine di km orari, ponti pericolanti, deviazioni chilometriche per congiungere centri altrimenti vicinissimi, insidie presenti ovunque.
La Provincia di Campobasso gestisce un patrimonio di circa 1500 Km, il fabbisogno finanziario per riportare in condizioni di ordinaria transitabilità l’intera rete stradale, ammonta a oltre 220 milioni di euro.
Tale somma, così elevata, è scaturita dalla mancanza di risorse finanziare necessarie per compiere la manutenzione annuale, che, ormai non viene più effettuate da anni.
In passato, annualmente, per ognuna delle aree in cui è suddiviso il territorio, venivano appaltati due progetti: uno di manutenzione ordinaria, l’altro di manutenzione straordinaria.
Con tali progetti venivano pulite cunette, i ponticelli, regimate le acque, ripristinati gli asfalti, le barriere e la segnaletica stradale. Purtroppo, con il venir meno dei trasferimenti Statali, queste manutenzioni non sono più finanziate e, di conseguenza, tutti gli interventi che si stanno attuando sono volti alla riduzione dei dissesti che ormai interessano la totalità delle strade di competenza. La Provincia di Campobasso, negli ultimi tempi ha portato a compimento interventi già programmati negli anni passati, quali quelli sulla Tangenziale est, nonché l’ulteriore intervento sulla F.V Rivolo. Altri cantieri, per complessivi 13 milioni di euro, sono stati appaltati a Giugno 2016, sono in corso e stanno per concludersi.
Da sottolineare, di recente, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 Febbraio 2018, “Revisioni delle reti stradali di interesse nazionale e regionale ricadenti nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise etc..” che ha sancito il trasferimento di alcune strade attualmente di competenza Provinciale all’Anas, pari a 140 Km e tale trasferimento dovrebbe completarsi entro Ottobre 2018.
Altro provvedimento importante è il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha assegnato risorse finanziarie per la manutenzione delle strade delle Provincia di Campobasso per una quota pari ad € 962.780,75 per il 2018, e di € 2.406.951,88 per le successive annualità fino al 2023.
Resta alta la preoccupazione per lo stato dei ponti e dei viadotti che avrebbero bisogno di importanti risorse finanziarie di cui la Provincia non dispone, per eseguire interventi manutentivi e di messa in sicurezza.
- Come sentiamo dai mass media, in questo periodo, anche le strutture scolastiche non godono di ottima salute.
Quali sono le condizioni degli edifici scolastici nella provincia di Campobasso?
La Provincia di Campobasso attualmente gestisce un complesso di n. 36 plessi scolastici, una piccola percentuale ha bisogno di adeguamento sismico e si è in attesa di ricevere i finanziamenti. Una buona parte degli edifici ha valore di vulnerabilità medio, 10 edifici scolastici, costruiti negli ultimi anni, sono già stati realizzati con le normative vigenti in materia di sicurezza.
Per quel che riguarda la messa in sicurezza antincendio la Provincia ha redatto un programma tecnico amministrativo, ma stante la difficile situazione economica, sono stati effettuati interventi minimali che hanno portato a concludere l’iter per l’acquisizione del CPI per quel che riguarda l’ITAS di Via Trivisonno in Campobasso, un primo intervento di adeguamento al piano terra del Liceo Classico di Campobasso, ha completato la realizzazione del nuovo Liceo Scientifico di Riccia.
Pertanto, per quel che riguarda l’adeguamento ai fini antincendio dei singoli plessi, si può dire che la maggior parte sono a norma, della restante parte, alcuni edifici richiedono un livello di intervento minimo, alcuni interventi importanti, ma che, come già detto, attualmente l’Ente è impossibilitato ad utilizzare risorse proprie in quanto non sufficienti.
- Quali politiche sono state messe in campo dall’esecutivo provinciale e come si potrebbero migliorare le cose in materia di tutela ambientale?
La Legge del Rio ha, purtroppo, sminuito sia il ruolo politico del Consiglio che quello della Giunta; con le esigue risorse, infatti, è stato praticamente impossibile programmare un’azione politica consona e adeguata alle esigenze territoriali, e ci si è per lo più concentrati a gestire le continue emergenze, nonostante le innumerevoli difficoltà di reperimento delle risorse.
Uno dei pochi interventi dove la parte politica si è trovata ad effettuare delle scelte è derivata dalla vendita della Caserma dei Carabinieri di Campobasso e del Palazzo che ospita la Prefettura, introiti destinati esclusivamente a spese di investimento.
In un primo momento la maggioranza aveva deciso di destinare tali risorse alla costruzione di un edificio scolastico nuovo, sicuro e antisismico, da realizzarsi su un terreno di proprietà provinciale.
Sostanzialmente, si sarebbero sostituiti immobili istituzionali, quali Prefettura e Carabinieri, con altri beni immobili nuovi e moderni, anch’essi istituzionali, le scuole appunto, “sicuri” e comunque di proprietà della Provincia. Successivamente in sede di Consiglio si è verificato lo spacchettamento dei 4 milioni e 3 derivanti dalla vendita degli immobili suddetti, e ridistribuiti nel seguente modo: 2 milioni e 900 scuola di Campobasso, circa 300 mila scuola di Termoli e 1 milione e 200 da destinare alle strade.
Tale scelta, a parer mio, non ha risolto il problema della sicurezza delle scuole, poiché con 2 milioni e 600 si può a stento abbattere una scuola e, se tutto va bene, costruire uno scheletro e non ha risolto il problema della viabilità: con questa cifra si andranno a mettere le toppe di asfalto e niente di più, e certamente non si risolverà in alcun modo il problema della viabilità in Molise. E’ una operazione che io non ho avallato, tant’è che risulta agli atti il mio voto contrario al Bilancio di Previsione 2017.
La battaglia personale sulla sicurezza delle scuole è una delle mie priorità, e tale resta.
In più ci sarebbe dovuto essere, uno sforzo congiunto tra Enti, nonostante le poche e scarse risorse. La Provincia non è stata in grado, e non lo è ancora, di far fronte ad entrambe le emergenze: scuole e viabilità. Sforzo congiunto non raggiunto negli anni passati, considerate le scarse risposte date dalla Regione Molise, auspico che con l’insediamento della nuova classe politica regionale la situazione possa notevolmente cambiare.
In materia di tutela ambientale tanto è stato fatto negli anni fiorenti della Provincia di Campobasso, moltissime le iniziative e tanti i progetti messi in campo. Oggi a causa della più volte citata situazione di difficoltà economica anche in campo ambientale abbiamo assistito ad un ridimensionamento delle funzioni e delle attività connesse.
Attualmente si registrano difficoltà persino nello sfalcio dell’erba che prolifera soprattutto in questi periodi: i mezzi che venivano adibiti a tale funzione sono risultati fuori d’uso, non possono essere assunti impegni di spesa per affidare a privati il servizio. Conseguentemente ogni anno si rischia di non eseguire lo sfalcio dell’erba, con gravi rischi per la sicurezza ed incendi.
- Come può agire, secondo Lei l’istituzione Provincia, per quanto riguarda lo sviluppo economico?
Personalmente ritengo indispensabile e non più procrastinabile un intervento immediato da parte del Governo per il ripristino dello stato quo ante delle Provincie.
Occorre, attraverso interventi normativi mirati ed organici, riallinearsi in modo coerente alle norme costituzionali che vedono la Provincia, al pari dei Comuni e delle Città metropolitane, quali enti costitutivi della Repubblica, con propria autonomia finanziaria. Le Provincie devono tornare ad assumere quel ruolo centrale di raccordo tra Regione e Stato con una visione prospettica, tornando ad essere protagonista di uno sviluppo del territorio fondamentale.
Se non si interverrà in tempi celeri in questo senso, non credo che si possa pensare o prospettare un qualsiasi progetto di sviluppo economico della Provincia di Campobasso. In tale ottica si sta muovendo l’Unione delle Province d’Italia che ha redatto, di recente, un documento di Economia e Finanza per l’anno 2018 da sottoporre alle Commissioni Speciali Congiunte di Camera e Senato, con cui, sostanzialmente, si chiede una revisione profonda della Legge 56/14 che porti alla ricostruzione di un assetto certo e stabile.






























