di Domenico Pio Abiuso

Con l’avvento del governo Conte, c’è stato un’importante novità (almeno nelle intenzioni) per quanto riguarda le politiche a sostegno dei disabili; infatti al Dipartimento per le politiche della Famiglia è stato accorpato anche quello per la Disabilità, cambiando denominazione in Dipartimento per la Famiglia e la Disabilità.

Il Dicastero sopra citato, almeno nelle volontà iniziali, dovrebbe dare maggior voce e salvaguardia a persone che hanno difficoltà fisiche o psichiche, attuando provvedimenti volti a migliorare, per quanto possibile, la qualità di vita di questa gente, come maggior sovvensioni economiche per persone che assistono familiari con gravi disabilità o che sono lavoratori con patologia invalidante e l’abbattimento delle tristementi famose barriere archittettoniche, per rendere le nostre città e i nostri paesi “a misura di disabile”.

Basti pensare, che in Italia, secondo le ultime stime del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), ci sono 4,1 milioni di persone con disabilità (6,7% della popolazione) e che nel 2020 arriveranno a 4,8 milioni (7,9% della popolazione) e nel 2040 raggiungeranno i 6,7 milioni (il 10,7%). In definitiva, si chiede una maggiore attenzione, da parte delle Istituzioni, verso una categoria di persone, troppo spesso discriminate e poste ai margini della società.

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