di Christian Ciarlante

Per quale ragione i giovani molisani dovrebbero riavvicinarsi all’agricoltura dopo che un’intera generazione ha fatto di tutto per lasciarsi alle spalle il mondo rurale? Semplice, si fa per dire, dai campi non viene solo una risposta alla disoccupazione e alla crescita della regione, ma anche una speranza per tanti giovani costretti a cercare lavoro all’estero o nel nord Italia. Come confermano i dati contenuti nel rapporto Svimez 2018, in Molise il settore agricolo tiene e cresce di misura (+0,4% nell’ultimo triennio 2015-2018).

L’agricoltura non arretra anzi, muove dei piccoli passi in avanti rispetto ad altri settori. Il mezzogiorno ha due tipi di agricolture: quella moderna, che riguarda la grande distribuzione e rapporti commerciali nazionali e internazionali, e quella più di nicchia, legata alle zone interne, che produce beni per le piccole aree. L’agricoltura molisana ha la possibilità di vincere questa sfida, scegliendo di competere con la qualità e la ricchezza di diversità dei suoi prodotti.

Come ha scritto in un articolo Pasquale Di Lena (più volte eletto Consigliere comunale a Larino e regionale): “Si puo’ e si deve sostenere il settore agricolo contadino, che è storia, cultura, espressione di quella ruralità che, con le sue antiche tradizioni e il rispetto del territorio, è sempre più un valore da spendere per il futuro e non un aspetto di cui vergognarsi”.

Spesso però, come sottolinea la Coldiretti Molise, “i giovani imprenditori si scontrano con difficoltà oggettive: eccessiva burocrazia, mancanza di infrastrutture adeguate, vedi rete viaria, servizi sul territorio, Internet veloce, ma anche programmazione non ben calibrata sulle effettive esigenze e caratteristiche morfologiche dei territori e, non da ultime, le gravi perdite economiche causate dai danni della fauna selvatica. La Coldiretti si sta muovendo da tempo per sostenere la crescita delle imprese anche attraverso una concreta sburocratizzazione: un esempio è di certo il Super CAA, uno strumento che, non appena sarà reso operativo dalla Regione, consentirà lo snellimento di una serie di procedure burocratiche che ad oggi attanagliano le imprese facendo perdere loro tempo prezioso per le attività aziendali”.

Occorre dare speranza ai giovani fornendo loro strumenti per costruire un futuro sostenibile, sviluppando attività economiche legate alla ricchezza del territorio: agricoltura e turismo ‘in primis’. Il Molise è una terra abitata in prevalenza da persone anziane che sono a capo di aziende agricole che non si proiettano verso il futuro. Per dare una spinta, e un nuovo vigore a queste imprese, è necessario che un giovane subentri per introdurre fattori di innovazione importanti. Un imprenditore di vecchio stampo ha un approccio conservativo, orizzonti limitati e non ha interesse a programmare a medio e lungo termine.

I giovani, al contrario, con politiche agricole a supporto, potrebbero aprirsi all’innovazione e alla tecnologia, programmando investimenti a lungo termine. Sarebbe utile puntare su un tipo di agricoltura più moderno che non guarda solo sulla produzione primaria, ma anche alla trasformazione e ai servizi. Facilitare l’ingresso dei giovani nel settore agricolo dovrebbe essere un’assoluta priorità. I bandi del PSR 2014-2020 emanati dalla Regione Molise rappresentano una grande opportunità per lo sviluppo dell’agricoltura, delle aziende del settore e una grande occasione per le nuove generazioni. Il nostro è un territorio con potenzialità notevoli e quindi abbiamo il dovere di non togliere la speranza, ma offrire ai giovani importanti occasioni di riscatto.

“Braccia rubate all’agricoltura”, “Ah… Chélla Zappa”, sono espressioni ironiche con cui si apostrofa una persona che svolge un lavoro intellettuale, senza essere all’altezza. Troppe volte chi si avvicina alla terra viene deriso dai ben pensanti o molto più spesso da nullafacenti senza arte né parte. Fare l’imprenditore agricolo o più semplicemente coltivare la terra è nobile come qualunque altro lavoro, sta all’intelligenza delle persone comprenderlo.

L’agricoltura unica speranza per i giovani molisani? Con l’edilizia in crisi, con l’industria ferma e con il commercio allo stremo, è difficile, in questo momento, trovare opportunità lavorative che non siano legate alla terra. Bisogna fare di necessità virtù!

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