Pozzilli, niente aiuti né nuovi ammortizzatori: Sata licenzia 30 operai. Mancato accordo tra le parti, partono le lettere per i lavoratori. SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO! Se ne parla poco, o quasi per nulla, tant’è vero che lo notizia è passata un po’ in sordina. Dall’Assessore competente neanche una parola per spiegare le ragioni che hanno portato al licenziamento degli operai. Resta solo da sperare che la Sata non decida di abbandonare definitivamente il Molise. Si è capito che in questa regione in molti seguono l’esempio di Ponzio Pilato e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Lavoro lavoro lavoro, annunciò una voce vacua qualche mese fa… e poi?

Nel frattempo, a Roma, i 5 stelle, decidono che si possono polverizzare dagli 8 ai 10 miliardi di euro, denaro del contribuente, per finanziare il reddito di cittadinanza. Senza sviluppo, senza crescita e senza investimenti, questo Paese può uscire dall’UE e finalmente entrare nell’Unione Africana.

Siete entrati qualche volta nel centro per l’impiego di Isernia? Avete una minima idea di come si lavora nel suddetto Cpi? Se un pc è collegato in rete, l’altro non ne ha facoltà. Sempre se, gli avanzati mezzi tecnologici a disposizione, decidano di funzionare. Una situazione a dir poco Kafkiana, ma tant’è! Poi ci spiegheranno come potranno mai offrire tre opportunità di lavoro dal Lazio in giù con questi chiari di luna, mah… misteri della fede.

Al Sud il lavoro gioca a nascondino, ma chi di dovere lo stanerà e lo metterà a disposizione di tutti. E gli sciocchi ‘terroni’ non avevano capito nulla, doveva arrivare il governo del cambiamento per dargli un’occupazione. I tanti molisani che si sono iscritti al collocamento a 18 anni, un volta il sistema funzionava diversamente dall’attuale, sapete quante volte sono stati chiamati per dargli una chance lavorativa? Zero volte!

E’ importante sottolineare che in quegli anni si stava bene e non c’era crisi, figuriamoci se ora, ridotti come siamo, si riesce ad estrarre dal cilindro per tre volte il famoso coniglio. Comunque, mentre si fanno gli esperimenti per dare la paghetta di stato, trenta famiglie avranno un problema in più da affrontare. Un attimo, non tutto è perduto, che sciocchi che siamo, ora potranno, forse, sperare nella lotteria del reddito di cittadinanza, Isee e pastrocchi vari permettendo.

Come si puo’ parlare di lavoro se in questa regione le aziende chiudono o decidono di andar via? L’Aria di crisi doveva essere la soluzione di tutti i problemi, ma a quanto pare anche l’Area di crisi è andata in crisi. Con i nostri centri per l’impiego ridotti a sale d’attesa che speranze ci sono di far funzionare il reddito di cittadinanza? Cosa dovrebbero fare i disoccupati e gli inoccupati molisani? Fare lavori di pulizia strade, giardinaggio e pulizia parchi che ora fanno i migranti (quando e se lo fanno)? E poi cosa facciamo fare ai migranti che non hanno diritto alla paghetta di Stato? Noi non siamo il Nord Europa, dove il sussidio ha avuto affetti positivi, in Italia la questione è diversa e molto più complessa.

Ancora non si riesce ad allocare i tanti lavoratori che hanno perso il lavoro in questi anni, figuriamoci se si puo’ favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di altri soggetti in attesa di occupazione. Se in Molise non ci fossero le scuole e gli uffici pubblici, da un pezzo che saremmo scomparsi dalle mappe geografiche.

In attesa del nuovo miracolo italiano, la sinistra pensa al fascismo, ai poveri migranti, ai servizi fotografici di MEB e ai documentari di Renzi, che si crede, dall’alto della sua sapienza, un novello Alberto Angela. E la destra? La destra, come Diogene va a zonzo con il lanternino alla ricerca di se stessa. Prima o poi risorgerà. Lega, troppo Salvini dipendente, con la paura e con la Flat Tax non si cantano messe. Governare è un’altra cosa. Citando Ennio Flaiano: “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria”.

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