di Christian Ciarlante

Le due maestre sospese dall’insegnamento a Venafro riaccendono i riflettori sul tema dei maltrattamenti subiti dai bambini in ambito scolastico. Casi drammatici che ogni volta, per la loro gravità, scatenano reazioni forti. Purtroppo ci sono sempre più casi di maestre violente e aggressive nei confronti di bimbi indifesi colpevoli di trovarsi nell’asilo sbagliato al momento sbagliato. Il problema purtroppo esiste, ci sono troppe condizioni di negligenza educativa, di forzature, di punizioni nelle scuole dell’infanzia.

I genitori dicono al bambino di fidarsi, che l’asilo è un luogo sicuro, ci sono tanti bambini con cui giocare, che le maestre sono buone e brave, loro si fidano e piano piano accettano e vedono l’asilo come un luogo alternativo a casa in cui potersi esprimere perché tanto poi il genitore torna a riprenderlo. Quando accadono episodi di maltrattamenti e violenza gratuita il bambino vive gli eventi in maniera traumatica e rischia di non fidarsi più delle parole del genitore. Usare violenza sui bambini e picchiarli, equivale sempre e comunque ad abusare di lui. Le conseguenze di questa violenza sono gravi e si protraggono per tutta la vita.

Quello che è accaduto a Venafro ha sconvolto l’opinione pubblica e scatenato sui social commenti di ogni genere, ma visionando le immagini delle violenze, rese pubbliche dalla Polizia, non poteva essere altrimenti. Prima di iniziare a scrivere l’articolo ho deciso di contare fino a dieci, volevo evitare di buttare giù parole di getto, di pancia, guidato dal rancore, sopraffatto da un’emotività che non posso controllare.

Volevo rimanere freddo, come un cronista che semplicemente racconta un ormai dilagante fenomeno sociale, ma non ci riesco. Chi usa violenza sui bambini non merita alcuna pietà, non esistono giustificazioni. Guardando il video della Polizia, ho pensato: e se fosse accaduto a mio figlio/a? Questo non significa essere indifferenti a quanto accaduto alla povere vittime di questa orribile storia. In apertura le immagini mostrano una donna che prende un libro e lo batte con vigore sulla testolina di un’anima innocente. Già questa scena, è sufficiente a qualificare con pesanti epiteti l’autrice di questo gesto.

Poi si prosegue con schiaffi, spintoni, strattonamenti violenti e addirittura si comanda ad un bimbo di usare violenza su un altro bimbo. Offese gratuite, insulti e pressioni psicologiche devastanti per un bambino. Arrivare alla fine del video, senza provare un odio profondo per queste persone, è impossibile. La rabbia sale, il sangue va alla testa, si annebbia la vista, cresce senza freni la voglia di chiudersi in una stanza con le responsabili di questa follia e mostrargli realmente come si applicherebbe la legge del taglione.

Come detto: e se fosse stato mio figlio/a? Non gli avrei dato pace per tutta la vita, sarei diventato il loro peggior incubo, avrei preteso la condanna ai lavori forzati… ma non so se nel frattempo avrei tenuto a freno la voglia di commettere qualche azione inconsulta. I bambini non si toccano! Quello che più mi preoccupa è che solo dopo 150 episodi di violenza gratuita, abbiamo scoperto quello che è accaduto nell’asilo degli orrori.

Ben venga la videosorveglianza, ma diamine, chi sapeva doveva parlare invece di coprire e rendersi complice di questi orrori. La giustizia dovrà fare il suo corso e si spera che per le due maestre arrivino condanne esemplari! Chi sbaglia paga e deve assumersi le proprie responsabilità, ma soprattutto, deve cospargersi la testa di cenere e chiedere scusa alle piccole vittime. Tutta la mia solidarietà ai poveri bimbi e alle loro famiglie!

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