di Christian Ciarlante

La tragedia è accaduta, nella giornata di ieri, in un’azienda del nucleo industriale di Pozzilli. Salvatore Brancaccio, 46 anni, originario di Caivano, è morto sul colpo schiacciato dalle forche meccaniche di un muletto, davanti agli occhi del figlio che era con lui in azienda. Inutili i soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare. Ancora da stabilire con esattezza le cause che hanno portato alla tragica morte del 46enne.

Salvatore è l’ennesima vittima del lavoro: così non si può andare avanti. Non si può morire di lavoro! La tragedia di Pozzilli non ha nulla a che fare con la fatalità, semmai con la crisi economica che induce molte aziende a ridurre i costi, compresi gli investimenti proprio sulla sicurezza, con i tagli che vanno a compromettere la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tutto questo non fa del nostro un Paese civile. E’ inaccettabile che un lavoratore non torni a casa perché il suo lavoro non è sicuro e non da garanzie di sicurezza. Interrompere questa scia di sangue è compito di tutti: imprese, istituzioni e sindacati.

Non si può più tacere, bisogna rendere sicuri i luoghi di lavoro e iniziare a denunciare comportamenti sbagliati, i macchinari difettosi, i ritmi troppo elevati e tutto ciò che mette a rischio la vita delle persone che lavorano. Mariti e padri, mogli e mamme, perdono la loro vita o subiscono gravi infortuni per portare a casa uno stipendio che permetta alle loro famiglie di vivere una vita dignitosa. In Molise i morti sul lavoro sono in aumento, da gennaio a novembre 2018, sono 12 le vittime del lavoro nella nostra regione. I dati sono dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro sulla base delle denunce presentate all’Inail.

Tra i principali fattori di rischio proprio la mancanza di sicurezza, in agricoltura come nell’edilizia, e il lavoro nero. Il 2019 si è aperto nel peggiore dei modi, allungando ulteriormente la scia di sangue, in una terra dove il lavoro è merce rara! I morti sul lavoro ormai servono solo a fornire dati per le statistiche, si piange oggi per dimenticare domani. Purtroppo nel dibattito politico si parla troppo poco di quella che è la vera priorità per il Paese e cioè il lavoro, la dignità e la sicurezza del lavoro.

Le morti bianche rischiano di non fare più notizia, questa mattina, sfogliando i principali quotidiani nazionali, non si trova nessun articolo che faccia riferimento alla tragica morte di Salvatore Brancaccio. Queste tragedie si stanno trasformando in un fatto normale, come se la vita di una persona che lavora non fosse un bene primario da tutelare e difendere. Ogni volta che un lavoratore perde la vita nel proprio luogo di lavoro è una sconfitta per tutti noi.

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