Dieci pari il risultato finale della votazione dove l’unica piccola differenza la fa il voto del Presidente che solo tecnicamente ha più valore. Assente il Consigliere regionale Massimiliano Scarabeo.
Sono state ore concitate nella maggioranza che sostiene il governo Toma per quanto riguarda la sfiducia all’Assessore regionale Luigi Mazzuto. In una riunione si è cercata una soluzione per mettere tutti d’accordo e per evitare il precipitare della situazione. Mena Calenda e Aida Romagnuolo hanno abbandonato, in aperto contrasto, la riunione di maggioranza a seguito della richiesta di ritirate la firma dalla mozione di sfiducia presentata dal Pd. La mozione di sfiducia è stata firmata da Calenda e Aida Romagnuolo, Fanelli, Facciolla, Greco, Manzo, Primiani, De Chirico, Fontana e Nola.
In Aula la partita si è chiusa con un 10 a 10, come ampiamente pronosticato. Dunque, è stato solo un atto politico, senza effetti sulla composizione della Giunta regionale. Il governatore Toma, ieri, aveva parlato di problemi interni alla Lega che vanno risolti all’interno del partito, e per quanto lo riguarda non ci sono gli estremi per sfiduciare Mazzuto.
Inoltre, il presidente, ha sottolineato che su un’eventuale revoca spetta a lui visto la nomina degli Assessori è di competenza e discrezione del Presidente di Giunta. Siamo di fronte ad un vero proprio atto politico che non dovrebbe mettere a rischio l’esecutivo guidato da Toma.
Bocciata la mozione di sfidicia, ora bisognerà capire cosa intendono fare le due Consigliere leghiste che hanno firmato la mozione, sono ancora in maggioranza o non ne fanno più parte?
Non resta che attendere gli sviluppi nelle prossime ore per avere un quadro esaustivo della situazione politica regionale. Resta il fatto che occorrerà una verifica di maggioranza per chiudere la questione e andare avanti.






























