Riceviamo e pubblichiamo
di Cinzia Calabrese
Cos’è questa festa per un campobassano? Per portatori, volontari e figuranti è svegliarsi all’alba – pur essendo domenica – per rispettare l’orario del ritrovo prima della S.Messa e della vestizione.
È adrenalina in circolo per le tenere creature e per i genitori di angioletti e personaggi che – al debutto o non – sono provati da un’esperienza, che lascerà il segno nei loro cuori. È sudore e fatica per tutti i portatori, che con mirabile entusiasmo mettono al servizio della cittadinanza le loro energie e ci consentono di ammirare la sfilata degli ingegni per le principali vie di Campobasso.
È goliardia dei “diavoletti” che si divertono ad intrattenere i passanti con simpatiche filastrocche. È condivisione dei bimbi che si spartiscono con gioia bon bon e caramelle offerte loro dai nostri concittadini sui balconi dei vicoli del centro storico. E’ un’emozione fortissima per il ragazzino (Daniele quest’anno),al quale i titolari del caseificio Gianfagna affidano il compito di lanciare ai diavoli l’ottimo caciocavallo.
È riconferma di impeccabile impegno e abnegazione da parte dell’associazione Misteri e Tradizioni. E’ zelante dedizione di volontari e addetti alla vestizione, che con smisurata pazienza curano ogni dettaglio, inculcano ai dolcissimi infanti – e non solo – attaccamento alla nostra terra e ad usi di inestimabile valore. E’ quasi terrore nel personale medico e paramedico che spera fino alla fine che non accada nulla di serio ad anziani e/o concittadini di ogni età.
È inguaribile frenesia di fotografi e dilettanti che impugnano le loro Canon alla ricerca di scorci inediti o espressioni/ghigni particolari. Sono occhi che brillano, occhi di fanciulli ( le riserve delle varie edizioni), che pur nella loro innocenza/candore si augurano fino alla fine che il loro sogno di poter salire su di un ingegno possa divenire realtà.
Sono le note del Mose’ di Rossini – per noi campuasciani – ormai emblema di questa magica giornata, note eseguite dai membri di ciascuna banda con rara maestria. E’ scrupolo e invito al rigido rispetto delle norme da parte dei militi che in borghese o in divisa – con sguardo attento e vigile – ci tutelano e assicurano incolumità a turisti e autoctoni. È sole! Sono sorrisi autentici e sinceri. È attesa di discorsi, programmi e disegni per il futuro da un balcone o dalla strada.
È raccoglimento e preghiera in tenda. È un mix piacevolissimo di colori, profumi ed idiomi. È capo chino per la benedizione e per il fausto augurio di pane, salute e serenità! È il concerto a chiusura dell’evento, concerto che è stato di livello: Luca Carboni ha confermato di avere un carisma tale da trattenere in piazza uomini e donne di ogni età… un cantante che non strilla, ma trascina e coinvolge. Ed è divertimento sano per tutti, tutti( grandi e piccini, credenti e non).
Contribuiamo a divulgare ciò che di grandioso illustri cittadini di Campobasso hanno lasciato a noi. Valorizziamo e tributiamo il giusto plauso a quanti negli anni si sono adoperati per mantenere viva questa tradizione. E urliamo il nostro grazie a ciascuna delle persone che – con sacrifici e rinunce – ci ha consentito di vivere una volta ancora un’intensa giornata di festa.
































