di Christian Ciarlante
L’onda d’urto di questa emergenza, oltre ad avere risvolti drammatici sulla nostra salute, avrà ripercussioni devastanti sulla nostra economia regionale. Piccole imprese e commercianti rischiano di chiudere i battenti per sempre.
Quando tutto sarà finito, il Molise dovrà chiedere di dichiarare lo stato di calamità adottando tutte le misure valide a sostenere le aziende e le attività commerciali dell’intera regione. Le misure di sicurezza adottate per arginare il contagio, aggravate dall’effetto psicosi, stanno producendo effetti tutti da valutare nel breve, medio e lungo periodo.
Al momento è impossibile quantificare i danni economici che produrrà il virus sul nostro tessuto socio-economico. In un territorio come il nostro, dove tutti i comparti sono già in ginocchio e la crisi non ha mai smesso di mordere, senza misure straordinarie urgenti, c’è solo lo spettro del default.
Sarebbe utile una sospensione per l’anno 2020 delle tasse regionali, l’estensione della cassa integrazione in deroga alle imprese, la sospensione di pagamenti, contributi, imposte e tasse, il potenziamento dell’erogazione dei finanziamenti ponte a favore delle imprese e delle attività commerciali.
Tutte ipotesi che sembra il governo voglia mettere in campo, ma al momento siamo ancora nella fase di studio. Il peso della crisi in atto, sommata all’emergenza Coronavirus, rappresenta una miscela esplosiva. Senza contare la pesante ricaduta che tutto questo avrà sul turismo molisano, considerando le disdette che stanno arrivando in questi giorni alle strutture ricettive.
Inoltre, è urgente un sostegno concreto alle fasce più deboli della popolazione che hanno già immense difficoltà per arrivare a fine mese. L’intervento del governo centrale deve essere immediato prima che la crisi diventi irreversibile.






























