“O tutti nella barca o mi dimetto”. Questo l’aut aut del governatore Toma a quel che resta della sua maggioranza. La nomina di Michele Marone a quinto assessore (esterno) in quota Lega e il sì del Consiglio al centro Covid presso il Vietri di Larino, hanno mandato in frantumi il centro-destra molisano.

Senza contare la nascita del Polo civico, formato dai sei consiglieri regionali, che rappresenta un’ulteriore spina nel fianco del presidente. L’opposizione tenta il colpaccio presentando una mozione di sfiducia per mandare a casa il governo regionale, ma l’impresa appare ardua. Difficilmente i consiglieri più riottosi avranno il coraggio di andare fino in fondo e votare la sfiducia. Al momento, si limitano solo ad abbaiare alla luna, cercando, però, di mantenere ben stretta la poltrona.

La verità, è che nessuno ha voglia di andare a casa, in ‘primis’ Toma, intenzionato proseguirà dritto per la sua strada, fino a che gli sarà consentito. Inoltre, non c’è nessuna certezza di essere riletti. C’è da dire, senza remore, che votare a settembre sarebbe una follia. Una campagna elettorale da tenersi tra luglio e agosto farebbe ridere, per non parlare del rischio di una fortissima astensione il giorno del voto. Con una crisi come quella in atto, la più grave dopo la crisi del 1929, il Molise non puo’ permettersi altri passi falsi.

Il presidente della Giunta regionale, sembra avere il coltello dalla parte del manico, tira la corda sapendo che difficilmente si spezzerà. Una cosa gli è riuscita bene: mettere in campo un’azione politica disastrosa al pari del suo predecessore Frattura. L’estromissione dei consiglieri surrogati dal Consiglio regionale e la modifica della legge elettorale? Due mosse azzardate, la sentenza del Tar potrebbe mandare tutti a casa.

La mozione di sfiducia annunciata dai 5 Stelle, dovrebbe arrivare in Aula a luglio, ma nessuno sa se ci saranno i numeri per staccare la spina. Nei prossimi giorni, ci sarà una riunione di maggioranza per tentare di ricomporre il puzzle a destra. In qualche modo, il governatore riuscirà a ricucire gli strappi, in forza del fatto che in autunno, ci sarà una redistribuzione delle deleghe e scadranno le cariche ai vertici della presidenza del Consiglio.

Se Toma saprà fare buon uso del “Manuale Cencelli”, tutti i problemi svaniranno in un baleno.

red. pol.

Articolo precedenteVilla comunale di Isernia, fermati e denunciati due pusher stranieri con droga negli indumenti intimi e nelle scarpe
Articolo successivoVenafro celebra i SS Martiri Nicandro, Marciano e Daria