L’ennesima riunione di maggioranza, tenutasi nella serata di ieri, avrebbe dovuto ricomporre i cocci di un centro-destra in stato confusionale, ma anche questo tentativo non è andato a buon fine. L’unica certezza riguarda l’ormai certa estromissione di Michele Marone (Lega) dalla Giunta regionale.
La sua nomina ha scatenato la reazione dura dei consiglieri regionali più riottosi che non hanno digerito la mossa di Toma e ne hanno chiesto la rimozione. Come detto, al posto di Marone dovrebbe subentrare l’attuale sottosegretario Quintino Pallante (FdI), in rotta con il suo partito. Il tutto deve essere ancora ufficializzato, ma è probabile che l’esito sia questo, almeno fino al giro di boa di novembre.
Roberto Di Baggio rimarrebbe in Giunta, ma resterebbe vuota la casella di sottosegretario, dato che Aida Romagnuolo ha detto no grazie al nuovo ruolo politico. Il governatore, dunque, andrà avanti fino a novembre con un centro-destra in continua fibrillazione e dovrà fare ancora i conti con tutti i dissidenti, in primis, Michele Iorio e Aida Romagnuolo.
Senza contare che Fratelli d’Italia, dopo aver approvato un documento durissimo in assemblea, ha di fatto sfiduciato Toma e la sua maggioranza.






























