“Siamo in zona gialla ma non ci basta. Avendo un RT abbastanza elevato vogliamo abbassarlo quindi dobbiamo intervenire con delle misure più restrittive; stiamo lavorando ad una ordinanza molto simile a quella della zona arancione però non toccheremo le attività produttive.
Per ora si potrà andare da un Comune all’altro però limiteremo l’utilizzo dei mezzi pubblici da parte di chi non ha ragioni di lavoro, sanità e urgenza, limiteremo inoltre l’uso mezzi privati, vogliamo limitare ingressi da fuori regione per coloro che non si siano sottoposti a tampone.
Il commercio ha subìto già molti danni, non sarà toccato. Capitolo scuola? Intendo dare uno stop alle scuole per 14 giorni, non toccheremo però la scuola dell’infanzia, stiamo valutando se dare possibilità ai sindaci di mantenerle aperte. L’ordinanza la stiamo completando e sarà in vigore da mercoledì“.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Molise, Donato Toma, intervistato da Teleregione.
Dopo aver appurato che il Molise ha l’indice di contagio Rt più alto d’Italia (1,38), che i decessi hanno toccato quota 140, che i casi positivi continuano a crescere; il vigile Toma decide di dare un giro di vite per tentare di invertire la rotta.
Ma non era tutto sotto controllo? La colpa non era di noi giornalisti dispensatori di fake news? Non era colpa dei commenti pregevoli sui social? Evidentemente no!
Con qualche mese di ritardo ci si è svegliati dal torpore comprendendo la reale gravità dell’emergenza in corso. Avevamo più volte segnalato l’urgenza di mettere in campo misure più restrittive per contrastare la diffusione del virus, ma abbiamo avuto a che fare con un interlocutore sordo.
Oggi, domenica 6 dicembre, forse folgorato sulla via di Via Genova, perdonate il gioco di parole, il governatore è tornato con i piedi a terra scoprendo che in Molise il Covid non rallenta: ed ecco che l’ultimo ad arrivare fu gambacorta.






























