di Giovanni Minicozzi

La famigerata Torre Covid del Cardarelli resta una cattedrale nel deserto sanitario regionale alle prese con una pandemia funesta e infinita. Angelo Contessa, rappresentante del consorzio di imprese che si è aggiudicato l’appalto, da noi interpellato non usa mezzi termini e dice: “Il progetto elaborato da uno studio tecnico e approvato dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano presenta una infinità di irregolarità. Per questi motivi abbiamo chiesto reiteratamente la modifica allo scopo di renderlo funzionale eliminando tutte le irregolarità riscontrate. L’ultimo incontro con i soggetti interessati si è tenuto lo scorso 10 marzo – aggiunge Contessa – ma ad oggi non ci sono novità nonostante che Florenzano abbia promesso e dichiarato pubblicamente la soluzione dei problemi nel giro di 48 ore. Invece sono trascorsi dieci giorni e tutto è bloccato”.

Il responsabile dell’impresa ci tiene a sottolineare che “non rispondono al vero le chiacchiere del DG Asrem secondo le quali noi siamo scappati perché volevamo più soldi. In realtà le criticità emerse dal progetto non ci consentono di eseguire i lavori a regola d’arte. Le dico solo che nell’ex Ospice del Cardarelli sono ancora in attività diversi laboratori e la centrale operativa del 118. Non entro nel merito delle guerre fratricide che caratterizzano la vostra Regione ma appare evidente che l’avvocato Oreste Florenzano non mi sembra in grado di gestire una situazione di accentuata difficoltà come quella che sta attraversando il Molise. Delle due l’una – conclude Contessa – o il DG impone alla società che ha elaborato il progetto di rimuovere tutte le anomalie oppure dovrebbe essere sostituito il vertice dell’Asrem per favorire una progettazione nuova e adeguata. È fuori legge -conclude il tecnico – prevedere la via di fuga in caso di incendio nei locali del futuro centro Covid in un locale attiguo chiuso con un catenaccio che ospita il reparto di malattie infettive”.
È opportuno sottolineare che la progettazione della torre Covid è stata realizzata dai tecnici dell’Asrem e da una società campana che intaschera’ 540 mila euro.

Intanto dopo un anno di pandemia il Molise è ancora privo di un Covid Hospital e senza assistenza per i malati con patologie croniche mentre restano inutilizzati gli ex ospedali di Larino, Venafro e Agnone. La cronistoria del Vietri, che riporto, risulta essere davvero emblematica e paradossale: Nelle sedute del 6 aprile e del 5 maggio del 2020 il consiglio regionale del Molise votò all’unanimità la scelta del Vietri di Larino quale Covid Hospital e centro interregionale per le malattie infettive, scelta sostenuta anche da 118 sindaci su 136 coordinati dal sindaco di Larino Pino Puchetti. I due deliberati dell’assemblea regionale vennero approvati anche dal presidente della Regione Donato Toma e dai suoi discepoli. Per altro lo stesso Toma ha sempre dichiarato pubblicamente che lui era favorevole al progetto Vietri ma che il tutto dipendeva dai vertici romani. Nel frattempo, il presidente insieme a Florenzano, Scafarto, Ida Grossi e Lolita Gallo si attivarono per realizzare il progetto della famigerata Torre Covid al Cardarelli, progetto, come detto, attualmente bloccato sine die così come è bloccato l’unico Hub regionale per i pazienti no Covid. Ma guarda caso il 5 giugno del 2020 Donato Toma inviò un missiva al commissario ad acta e a Roma per bloccare la proposta del Vietri Covid Hospital calpestando anche i deliberati del consiglio regionale. Una tempestiva mossa da cavallo che ha prodotto nei mesi successivi una vera e propria catastrofe sanitaria in questa Regione.

Come è noto l’ex commissario Angelo Giustini ha ricevuto un avviso di garanzia per abuso e omissione di atti d’ufficio ma sono convinto che siamo solo all’inizio e che emergeranno anche altre ipotesi di reato a carico di coloro che hanno gestito maldestramente la pandemia.

PIENA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA.

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