Mentre in aula va in scena la mozione di sfiducia, la maggioranza continua ad avere problemi di numeri.
Armandino D’Egidio. Gli equilibri passano per il secondo eletto di Forza Italia che ormai da tre anni viene trattato a pesci in faccia dal governo Toma ma anche dal partito diretto da Annaelsa Tartaglione. Lei, la parlamentare eletta a Foggia, ha tutelato da sempre il suo concittadino terzo eletto in FI, Roberto Di Baggio, con cui ha fatto squadra sin dall’inizio. Nicola Cavaliere, come primo eletto, è intoccabile. Il secondo eletto, D‘Egidio, si è visto scavalcato proprio dal terzo eletto. Non ha mai avuto alcun riconoscimento politico se non l’allontanamento fisico per non aver eseguito gli ordini di far fuori Michele Iorio come presidente della Seconda commissione lo scorso novembre. Si è visto scavalcare dalla Calenda nella nomina assessorile.
D’Egidio non è stato preso in considerazione neppure per la vice presidenza del Consiglio. Si pensa a Di Lucente, si tratta con Cefaratti. Arrivando a duplicare i costi della segreteria di un solo consigliere. Ma non si pensa alla promozione del secondo eletto di Forza Italia. Pallante e Toma prima, poi Nicola Cavaliere, stanno facendo pressing sul consigliere per convincerlo a scendere in aula e votare a favore di Toma.
Sembrerebbe che D’Egidio non voglia partecipare alla votazione lasciando che il risultato finale sia di un misero 10 a 10. La sfiducia non passerebbe lo stesso. Ma il consigliere di Bojano darebbe un forte segnale. A Toma, alla maggioranza e agli elettori che quotidianamente manifestano dissenso verso il governo regionale.






























