di Giovanni Minicozzi

Il Molise vanta la percentuale più alta, superiore al 90%, di vaccini somministrati rispetto alle dosi disponibili.

Questa sarebbe una buona notizia se fossero stati rispettati quei criteri di priorità invocati ripetutamente dal Presidente del consiglio Mario Draghi.

Invece succede che molti ultraottantenni, dopo tre mesi, attendeno ancora la chiamata dell’Asrem perché in questa regione è successo che infiltrati, furbetti e raccomandati hanno “saltato la fila” e si sono vaccinati senza rispettare le priorità stabilite.

Sono stati vaccinati, infatti, i dipendenti pubblici che svolgono compiti amministrativi all’interno di enti e strutture regionali . Il vaccino è stato somministrato irregolarmente
anche a coloro che utilizzano frequentemente lo Smart Working e, dunque, lavorano da casa senza incorrere in nessun pericolo di contagiarsi o di contagiare.

Vaccinati anche alcuni dirigenti regionali. Caso eclatante è quello di Manuel Brasiello, capo del IV dipartimento della Regione (senza titoli dice l’ex Giuseppe Giarrusso) e direttore pro-tempore del servizio di protezione civile, ma non sarebbe l’unico.

Appare chiaro che l’esempio dato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal premier Mario Draghi, in fila come gli altri per ricevere la somministrazione del vaccino rispettando il loro turno, dalle nostre parti non ha prodotto alcuno stimolo di emulazione.

Ovviamente medici e infermieri addetti alle vaccinazioni non hanno alcuna responsabilità che, invece, deve essere ricercata nella colpevole disorganizzazione dell’azienda sanitaria.

La confusione è arrivata al punto che non solo gli over 80 attendono il vaccino ma anche soggetti fragili non deambulanti.
Addirittura i familiari delle persone disabili (caregiver) da ogni angolo della regione devono recarsi alla Cittadella dell’economia di Campobasso per essere vaccinati pur avendo a disposizione i centri vaccinali di Termoli e di Isernia .

Il disagio è notevole con gravi conseguenze per l’assistenza dei loro cari.
Una signora di Termoli con un figlio disabile e non deambulante proprio oggi è stata chiamata per recarsi a Campobasso.

La mamma caregiver, che ha perso il marito causa Covid poche settimane fa, vive da sola ed è stata costretta a perdere la priorità per non abbandonare suo figlio non potendo contare su altri familiari che risiedono fuori regione.

Su questo tema mi sono arrivate decine di segnalazioni da persone disabili per denunciare la grave situazione. Qualcuno si è rivolto perfino ai carabinieri che, però, non possono sopperire alla mancanza dei caregiver costretti ad assentarsi per sottoporsi a vaccinazione fuori dalla propria residenza.

Tra l’altro molti disabili bisognosi della vaccinazione a domicilio si sentono abbandonati a causa dei ritardi già accumulati. Gli stessi suggeriscono una soluzione logica che,evidentemente sfugge ai vertici dell’Asrem e si chiedono:”Perché non vaccinate i familiari caregiver insieme a noi quando verrete nelle nostre case”?
Una domanda ovvia che l’azienda sanitaria evidentemente non si è posta.

Non è mai troppo tardi per rimediare. In ogni caso segnalero’ le disfunzioni alla nuova commissaria ad acta che arriverà in Molise nei prossimi giorni.

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