di Giovanni Minicozzi
Scampata per il rotto della cuffia la recente mozione di sfiducia Donato Toma dovrà fare i conti con la striminzita maggioranza che gli è rimasta.
È opportuno ricordare che la votazione sulla sfiducia è finita dieci a dieci al netto della fiducia che lo stesso Toma, bontà sua, si è attribuita..
La prima trappola per il presidente arriverà già domani martedì 6 aprile con la prima riunione del consiglio regionale post pasquale.
Infatti – a meno di ulteriore rinvio come già accaduto in precedenza per evitare una sconfitta annunciata – domani si voterà l’emendamento alla mozione Niro proposto da Michele Iorio, Aida Romagnuolo e Filomena Calenda con il quale si chiede l’azzeramento dei vertici dell’Asrem per manifesta incapacità nella gestione della pandemia e del servizio sanitario.
L’emendamento contiene e rilancia anche la proposta del Vietri Covid Hospital approvata per ben due volte dall’aula.
Pur mettendo nel conto che la neo assessora Filomena Calenda potrebbe cambiare idea, come spesso è capitato,
restano i mal di pancia di alcuni esponenti della maggioranza – in particolare Vincenzo Niro, Salvatore Micone e Armandino D’Egidio – che hanno espresso pubblicamente un giudizio negativo sull’operato di Oreste Florenzano.
Dunque è prevedibile che l’emendamento verrà approvato con i voti dei proponenti Iorio e Romagnuolo, con il favore dei rappresentanti del M5S, del PD e con l’astensione di alcuni fedelissimi del presidente.
In tal caso sarebbe del tutto evidente l’ennesima sconfitta di Toma su una questione strategica qual’è la gestione della pandemia e del servizio sanitario regionale.
Va ricordato che la nomina o la revoca del direttore generale dell’Asrem è di competenza del presidente della Regione ma la sfiducia del consiglio regionale a Oreste Florenzano, sempre tutelato e difeso da Toma, sarebbe un atto politico forte che metterebbe con le spalle al muro il governatore.
In sostanza la prova del dieci può diventare il rischiatutto per Donato Toma già messo nell’angolo dai molusani per una infinità di questioni irrisolte e non mi riferisco solo alla gestione della pandemia.
C’è poi l’appuntamento spinoso relativo all’approvazione del bilancio di previsione e della legge finanziaria che dovrà essere licenziato dalla consiglio regionale entro il prossimo 30 di aprile pena lo scioglimento anticipato dell’assemblea.
Ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo nei prossimi giorni.
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