di Giovanni Minicozzi
Nei giorni scorsi sono stati inaugurati i nuovi posti letto al Cardarelli originariamente destinati a sopperire alla cronica carenza nel reparto di rianimazione.
Con le stesse premesse ieri la pagliacciata si è ripetuta al S.Timoteo di Termoli e nei prossimi giorni toccherà al Veneziale di Isernia. Naturalmente il tutto è avvenuto sotto i riflettori della stampa locale con l’immancabile autoesaltazione di Toma e Florenzano.
Verosimilmente non esiste alcuna possibilità di destinare le tendopoli a posti letto di terapia intensiva a causa della persistente carenza di personale sanitario e in particolare di anestesisti rianimatori. Purtroppo la realtà continua a narrare storie drammatiche che coinvolgono incolpevoli pazienti, poveri cristi costretti a rischiare la vita in conseguenza della pericolosa disorganizzazione del sistema sanitario regionale.
E’ di oggi, venerdì 16 aprile, la notizia relativa al trasferimento da Isernia all’ospedale di Lanciano di un paziente non Covid, intubato al Veneziale, Il viaggio della speranza e dell’emergenza si è reso necessario a causa della mancanza di posti letto in rianimazione sia al S.Timoteo sia allo stesso Veneziale.
Al Cardarelli invece i posti letto di terapia intensiva da mesi sono destinati esclusivamente ai pazienti Covid, ma Toma e Florenzano continuano maldestramente a rassicurare i molisani sulla promessa di una sanità efficiente che, a dire il vero, vedono solo loro. Dunque nulla è cambiato e se capita una patologia tempo- dipendente bisogna solo affidarsi al Padre Eterno.






























