consiglio regionale
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E’ iniziata con il lunedì la sessione dedicata al bilancio. La prima giornata dedicata al DEFR e all’approvazione del bilancio del Consiglio regionale non ha avuto grandi colpi di scena. La maggioranza si arrocca nei suoi 11 sostenitori su 21 consiglieri che non partecipano al dibattito, non hanno una idea di futuro o, se la loro idea corrisponde con quella del loro governatore, non intervengono né a favore né contro.

Bocciati tutti gli emendamenti al Documento di Economia e Finanza presentati dal Movimento 5stelle e dal Pd.

I grillini si sono concentrati sulla digitalizzazione. Un settore tanto caro ai voli noti di questa maggioranza.

Lancia un messaggio chiaro Andrea Greco al governo regionale che ha aperto la sessione consiliare dedicata al bilancio. “Si inizia male” pronuncia in un suo intervento il capogruppo dei cinquestelle che ha presentato un emendamento corposo al Documento di Economia e Finanzia sulla digitalizzazione.

In sintesi la situazione è la seguente: pur avendo la Regione Molise un società in house completamente partecipata, il governo Toma sta portando avanti lo svuotamento della Molise Dati per assegnare compiti e funzioni a società esterne. Il consigliere delegato a seguire tale processo sarebbe l’unico consigliere del Consiglio regionale che avrebbe un serio conflitto di interessi nel settore: Andrea Di Lucente. “Tutto ciò che fa il consigliere Di Lucente fa capo a me” pronuncia Toma che apre alla minoranza: ogni consigliere avrà un ruolo come consigliere delegato, “sia di maggioranza che di opposizione. L’importante è che si adegui alle mie indicazioni”.

Il processo dello svuotamento di Molise Dati è sempre stato un processo voluto dal predecessore Paolo di Laura Frattura. Toma sta semplicemente portando avanti la chiusura di una società in house assegnando servizi, per fior di milioni di euro, a società esterne invece che investire in una società di proprietà della Regione. Parla di liquidazione della Molise Andrea Di Lucente. “E’ una provocazione” interviene Toma. L’emendamento dei cinquestelle viene bocciato per 9 a 11.

Passa a favore di Micone invece il braccio di ferro con Toma.

Il presidente della Giunta, nella proposta di legge di bilancio che sarà discussa nei prossimi giorni, aveva deciso di tagliare 800mila euro al bilancio del Consiglio. 5milioni, questo era l’importo messo in palio da Toma rispetto ai 5milioni e 800mila euro. Giorni e giorni di discussioni, di tensioni anche sottaciute perché i panni sporchi si lavano in famiglia. E poi si arriva al dunque.

Non è la Giunta che decide la vita del Consiglio. Questa è la regola principale. In questo caso è stato dimostrato: la Giunta può proporre ma il Consiglio può modificare e, soprattutto, il Consiglio deve approvare. Toma ha dovuto mollare la presa. Il bilancio pluriennale del Consiglio è stato approvato con un importo pari a 5milioni e 800mila euro. Micone annuncia un sub emendamento che andrà a modificare la proposta di taglio avanzata dalla Giunta. Micaela Fanelli applaude: “si è riaffermata al centralità del Consiglio. Toma avrebbe potuto risparmiarsi questo braccio di ferro”. La prossima puntata ci sarà mercoledì. All’ordine del giorno ci sarà la legge di stabilità e, in quell’occasione, se le opposizioni vorrano far sentire la loro voce, si potrebbero vedere delle belle.

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