di Giampiero Giunti
Venafro – Nico Palumbo, ex Presidente del Consiglio Comunale di Venafro, sta promuovendo una petizione popolare per intitolare la sala consiliare del Comune di Venafro all’ex Sindaco e consigliere regionale Prof. Vincenzo Ottaviano.
Palumbo, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, ci spiega il motivo per cui ha intrapreso questa inizitiva: “A Venafro esclamare in qualsiasi posto il nome di Enzino Ottaviano signfica avere da chiunque intorno una reazione positiva o un sorriso. Non esiste nessun venafrano che lo abbia conosciuto, ma anche chi soltanto lo ha sentito nominare, che nel ricordare Enzino Ottaviano non dica – il Sindaco di Venafro – ; io credo che con Enzino Ottaviano è morto anche il significato del Sindaco a Venafro perchè soltanto lui riusciva ad aggregare, soltanto lui è riuscito ad avere intorno a se una folta coltre di seguaci indipendentemente dalle scelte e dal partito politico che rappresentavano. Enzino Ottaviano era il Sindaco, Enzino Ottaviano era il partito, Enzino Ottaviano era la persona da salutare, la persona da abbracciare, la persona da considerare; quindi ancora oggi, dopo tanti anni da quel bruttissimo giorno del suo incidente, io credo che tutti i venafrani riescono ad avere nel cuore un ricordo, una parola, un pensiero di Enzino. Era l’unico ad avere davanti la porta del suo ufficio da Sindaco delle lunghe file di persone che volevano parlare con lui; è stato l’unico a Venafro che quando arrivava davanti un bar deserto riusciva a rimpopolarlo in 5 minuti; quindi io credo sia doveroso poter dedicare a lui un qualche cosa che rimanga un domani in suo ricordo e suffragio e credo che l’unico modo sia intitolare, con il suo nome, la sala consiliare del Comune di Venafro, all’interno di quello che è stato anche il suo Palazzo; Mi è venuto in mente di poter fare una richiesta all’attuale Sindaco nel chiedergli appunto di poter intitolare la sala consiliare ad Enzino Ottaviano. Nessun posto, nessuna via o altra località di Venafro può rappresentarlo in modo più degno e sicuramente confacente a quello che è stato al suo mestiere da Sindaco. Il Sindaco e ultimo Sindaco di Venafro“.
Nico ci espone come si sta muovendo per avanzare la richiesta ufficiale al Sindaco di Venafro: “Per fare tutto ciò naturalmente, visto anche il fatto che per poter dedicare una piazza o una via ad una persona scomparsa devono trascorrere 10 anni, al Sindaco e alla Giunta comunale serve una sottoscrizione alla richiesta da parte di un cospicuo numero di cittadini; quindi eccomi qua a farmi da portavoce; vorrei però che questa fosse non una mia iniziativa ma l’iniziativa di tutti i cittadini venafrani che chiedono l’intitolazione della sala consiliare, al Sindaco di Venafro, Vincenzo Ottaviano“.
Riportiamo di seguito anche il post di Nico Palumbo pubblicato sul profilo personale di Facebook per la raccolta delle firme:
“RACCOLTA FIRME. Ho predisposto una richiesta al Sindaco di Venafro per intitolare la Sala Consiliare del Comune al Prof. Vincenzo Ottaviano. Enzino è stato il Sindaco di Venafro ed è rimasto tale nel cuore di molti venafrani. Il Sindaco delle gente e con la gente e non credo serva aggiungere altro. Prima di protocollarla avrei bisogno che tale richiesta, per cavilli burocratici, sia sottoscritta da molti cittadini. Chi vuole firmare perchè condivide questa iniziativa o chi vuole darmi una mano, mi contatti in privato. Grazie”

Il Prof. Vincenzo Ottaviano, per gli amici “Enzino” è nato a Venafro e cresciuto nel centro storico del rione “Porta Nuova”. Figlio di commercianti, ha conseguito la laurea in lettere alla Federico II di Napoli. Sposato con la Prof.ssa Cesira De Sanctis da cui ha un figlio, Nicandro, viene eletto Sindaco di Venafro e successivamente anche consigliere regionale. Nel 2012, dopo un tragico incidente avvenuto anni prima che lo costrinse all’immobilità permanente, si spegne la sua giovane vita. Vincenzo ha rappresentato per la città di Venafro, per i venafrani e per tuto il Molise un punto di riferimento importante. Amministratore avveduto e interprete della volontà di crescita e di sviluppo della sua terra, ha saputo tramutare in fatti concreti e in progetti tangibili e avveduti i principi che guidavano e caratterizzavano il suo impegno politico. La sua scomparsa, dopo tante sofferenze, ha lasciato un vuoto in chi lo ha conosciuto, in chi ha lottato con lui per veder riconosciuta una visione della società e in chi gli è stato amico condividendone tanti momenti felici.































