Ricordiamo al Presidente dell’Associazione Industriali del Molise che la sua Associazione è tra le sigle che hanno dato vita all’intesa istituzionale per il riconoscimento dell’area di crisi del comprensorio di Isernia, Bojano, Pozzilli, Venafro. Affermare che l’area di crisi non risolve tutti i problemi del Molise è talmente scontato che non ci sarebbe bisogno neanche di sottolinearlo. Così come è evidente che sono necessari ulteriori strumenti e interventi per il rilancio produttivo della regione. L’abilità, infatti, dovrebbe esser quella di attrarre in Molise risorse aggiuntive per diversi milioni, ma anche investitori ed imprenditori pronti a scommettere sul nostro territorio.
Chiariti questi concetti, che credevamo piuttosto scontati, troviamo fuori luogo esprimere addirittura riserve sul riconoscimento dell’area di crisi o sottovalutare direttamente questo possibile strumento. Da parte delle associazioni imprenditoriali, di cui fin qui abbiamo sentito una flebile voce, ci aspettiamo, invece che critiche,
un più esplicito impegno per ottenere un risultato importante che oggi non è affatto scontato e che gioverebbe principalmente alla classe industriale regionale. Il riconoscimento dell’area di crisi infatti rappresenterebbe un’opportunità e uno strumento in più proprio per fermare la progressiva deindustrializzazione della regione ed avviare un rilancio produttivo di un’area dove ci sono imprese importanti, oggi in crisi. Se prevale il disimpegno tra coloro che hanno sottoscritto l’intesa istituzionale, si rende più difficile il raggiungimento di un obiettivo che riteniamo importante e ci si assume una grave responsabilità.































