Tale situazione indebolisce la tenuta dell’intero sistema di istruzione regionale. Dopo averla impoverita si alimenta la leggenda metropolitana nella quale la scuola è definita inadeguata ai tempi. È assente un disegno strategico capace di ridare valore sociale all’investimento in istruzione e formazione innalzando l’obbligo scolastico a 18 anni. Ma nonostante tutto esiste tanta buona scuola che funziona grazie all’impegno e alla professionalità dei lavoratori. Bisognerebbe ripartire da queste esperienze positive per migliorare il sistema, invece di imputarne le disfunzioni a chi, docente, dirigente scolastico, ATA, pur fra mille difficoltà e talvolta sotto una pioggia di giudizi ingiusti e inaccettabili, con dedizione e competenza lavora all’educazione e istruzione dei nostri ragazzi.
I docenti devono essere messi in condizione di esprimere le loro capacità educative e didattiche. Ampliando il tempo scuola, restituendo le risorse che hanno impoverito i curricoli e non hanno più permesso lo sviluppo di una didattica laboratoriale, riconoscendo l’impegno e valorizzando la professionalità dimostrata sul campo, ricostruendo un clima di cooperazione e non di competizione nelle scuole. I dirigenti scolastici hanno visto negli anni aumentare costantemente il loro carico di lavoro e di responsabilità: scuole sempre più grandi, incremento delle “molestie” burocratiche, personale demotivato dalla sottrazione di risorse, un fondo dell’istituzione scolastica dimezzato nel giro di due anni a scapito della qualità dell’offerta formativa, un lavoro da prestare in una situazione di continua emergenza e in scuole talora insicure e fatiscenti. Gli Enti locali devono fare scelte coerenti sul versante dell’offerta formativa da garantire agli studenti molisani.
La situazione che stiamo vivendo non è certo incoraggiante, ma ci auguriamo, ed il nostro impegno andrà in quella direzione, che l’anno scolastico 2014/2015 rappresenti il primo elemento di discontinuità rispetto al passato e sia, finalmente, positivo per la nostra scuola molisana.































