di Giampiero Giunti
Venafro – Isernia si giocherà a porte chiuse.
La gara di andata della semifinale play-off dell’eccellenza molisana verrà disputata senza la presenza dei tifosi allo stadio “Marchese Del Prete”. Le problematiche questa volta non sono legate alla preoccupazione di assembramenti dovuti al Covid, ma relative al campo di calcio appena ristrutturato e inaugurato ma che, evidentemente, per tematiche persistenti, è tale da impedire l’ingresso al pubblico.

In città era previsto già il ritorno in massa per tifare la propria squadra ed i propri colori in quella che non è solamente una partita di calcio, ma è il Derby, in cui lo stato d’animo degli uomini in campo e dei tifosi varia continuamente, non si ripete. Il pareggio non è contemplato. Una sconfitta è l’equivalente di schiavitù. Perdere il derby vuol dire chiudersi in un silenzio interiore, un dolore nascosto. Vincerlo significa tutto: prendersi la città, regnare sugli avversari e gioire con i propri eroi, perché il trionfo è totale.
Ed è un vero peccato, per un tifoso, non vivere questa partita come invece inizialmente si era prospettato per problematiche non legate, questa volta, al Covid.






























