di Tonino Atella
Due Comuni, Venafro e Pozzilli, separati da tremila metri di strade asfaltate (più o meno …), forti di più di 11mila residenti il primo e di poco oltre i 2mila il secondo, ma tra di loro con un abisso profondo in quanto a strutture medico/sanitarie. Basti dire che Pozzilli ospita Neuromed e Parco tecnologico connesso, uno dei pochi IRCCS (Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico) di tutt’Italia ed il più a sud della Penisola tanto che vi arrivano pazienti da Puglie, Basilicata, Calabria ect. oltre che dall’intero centro Italia. Venafro ha invece il SS Rosario, l’ospedale civile. Appunto un abisso di notevolissime differenze in quanto a prestazioni ed offerta di servizi tra sanità pubblica, SS Rosario di Venafro, e sanità privata, Neuromed di Pozzilli. Riflettiamo allora in breve su siffatte diversità. Partiamo dal SS Rosario. Un tempo era struttura medico/sanitaria d’indubbio spessore scientifico tant’è l’affluenza costante oltre che dall’intero Molise dell’ovest anche dalle province extraregionali confinanti di Lazio, Campania ed Abruzzo, tanto che sino agli anni ’90 il SS Rosario di Venafro era l’unico ospedale pubblico del Molise coi conti in attivo, grazie appunto ai cittadini non molisani che vi “bussavano” mercé i servizi e le professionalità che vi trovavano. Questo apportava consistenti risorse economiche extraregionali, e perciò oltremodo preziose, alle asfittiche casse finanziarie della sanità pubblica molisana. In pratica un SS Rosario di Venafro del recente passato eccellente per le qualità medico/sanitarie che esprimeva ed offriva all’utenza, nonché risorsa preziosissima sotto l’aspetto economico.
Poi però un brutto giorno, per decisione extravenafrana tuttora assolutamente incomprensibile e perciò nient’affatto giustificabile, cominciò l’era delle soppressioni, delle cancellazioni, delle chiusure e degli spostamenti di unità, servizi e personale medico e paramedico, il tutto a danno del “povero” SS. Rosario che fece come … il gambero, specie animale che per procedere arretra piuttosto che avanzare. Già, il SS Rosario perse progressivamente valenza, servizi ed offerta, con la conseguenza assolutamente disastrosa di veder svanire la gran massa di utenza che prima intercettava, evidentemente perché soddisfatta dei servizi ricevuti. Oggi invece, bisogna ammetterlo, perché mai ci si dovrebbe rivolgere al SS Rosario vista la chiusura di tutte le sale chirurgiche, la soppressione delle unità, la trasformazione del pronto soccorso in semplice servizio infermieristico di primo intervento, la scomparsa del laboratorio di analisi (in loco si effettuano i prelievi, che poi per analizzarli vengono trasferiti a Isernia prima del ritorno degli esiti a Venafro !) e la soppressione di molto altro che prima arricchiva l’offerta ospedaliera venafrana ? Perché tanta e tale mannaia delle contrazioni sul groppone del ”povero” SS Rosario, potreste chiedervi ? A scopi economici, per risparmiare, venne sbandierato all’epoca, e da allora i venafrani si stanno ancora scervellando per capire e giustificare, aimè senza riuscirvi ! E mentre il SS Rosario veniva gradualmente ridotto e contenuto “per risparmiare” (!?!?) la spesa pubblica, ecco che la sanità privata di Pozzilli, ossia Neuromed e Parco Tecnologico di loc. Camerelle prendevano il largo, crescevano meravigliosamente, accoglievano ogni giorno centinaia, migliaia di italiani dall’intero centro/sud, facevano ricerche e cure abbondantemente rilevanti e tagliavano quotidianamente traguardi medico/scientifici di assoluta eccellenza.

Un “boom” vero e proprio sotto l’aspetto umano, sanitario, medico e scientifico, con ovvii ritorni positivi d’immagine per il Molise intero e con un consistente apporto all’ambito lavorativo tramite l’assunzione di giovani ambosessi, medici, infermieri, tecnici, amministrativi, ausiliari, operai e via discorrendo. Un successo senza confini e senza soste per Neuromed, Parco Tecnologico e di riflesso per l’intera nostra regione, che appunto poté fregiarsi di eccellenze medico/chirurgiche indiscutibili e tali da apportare vantaggi e notorietà a 360° a questa terra. Già perché è tanto consistente il fardello di successi e positività arrecato da Neuromed che sarebbe da sciocchi stare qui a criticarlo, in base allo stucchevole ed improduttivo ragionamento del “prima la sanità pubblica”, discorsi che non portano da nessuna parte. Perciò benvenuta Neuromed, grazie ai vantaggi ed alle positività scientifiche che detiene, e meno male che l’abbiamo noi siffatta importante realtà scientifica in questa terra sovente dimenticata ed accantonata, piuttosto che impreziosire altri lidi italici! Tanto assodato e chiarito, in contemporanea però non è affatto da sacrificare in loco la sanità pubblica, alias il SS Rosario di Venafro, bensì occorre convenire sull’urgenza del suo rilancio funzionale in modo da tornare a servire sotto l’aspetto medico/sanitario e come si conviene un’area molisana ricca di 40mila residenti e ricompresa tra i Comuni di Sesto Campano e Montenero Val Cocchiara, ossia l’intero Molise dell’ovest. Perciò l’auspicio conclusivo va verso una sanità pubblica e privata finalmente e realmente sotto braccio, con offerta di servizi al top ed al 100% su entrambi i fronti, giusti i desiderata della stragrande maggioranza di molisani ed italiani di altre regioni del centro/sud per vivere in tutta tranquillità e con la certezza di trovare sempre ed ovunque assistenza di qualità e garantita, a prescindere …































