di Giovanni Minicozzi
Fumata bianca per la realizzazione della Torre Covid al Cardarelli di Campobasso. Nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 16 giugno, si è tenuta presso la sede dell’Asrem l’ennesima riunione per tentare di far partire i lavori bloccati da cinque mesi. Intorno al tavolo il tenente colonnello Arturo De Santis, nominato dal generale Figliuolo per commissariare di fatto il soggetto attuatore Florenzano, il rappresentante della ditta appaltatrice Angelo Contessa, l’architto Mastellone di Castelvetere che ha elaborato il progetto, il rappresentante della società N3 valutatore del progetto, il responsabile unico del procedimento Vetere, il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano e il direttore amministrativo Antonio Lastoria.
Al termine hanno deciso di procedere alla modifica del progetto in quanto non a norma, come aveva segnalato da subito l’impresa appaltatrice. Lo stesso progetto era stato poi osservato sia dal comune di Campobasso sia dal comando provinciale dei vigili del fuoco. In sostanza Florenzano è stato costretto ad invertire la marcia rispetto alla sua posizione iniziale che, suo malgrado, ha bloccato per oltre cinque mesi l’inizio dei lavori.
È stato il tenente colonnello Arturo De Santis, inviato dal commissario Figliuolo per “sorvegliare” le mosse di Florenzano, a sbloccare la partita. La riunione è terminata verso le ore 15 con l’impegno di consegnare nei prossimi giorni il nuovo progetto alla ditta appaltatrice dopo di che i lavori potranno iniziare. Il rappresentante dell’impresa Angelo Contessa da noi interpellato è apparso fiducioso ma non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.
Dunque, “grazie” allo strano atteggiamento assunto da Oreste Florenzano, che aveva tentato di scaricare tutte le responsabilità circa il mancato inizio dei lavori sulla ditta appaltatrice, i molisani hanno dovuto subire una marcata carenza di assistenza ospedaliera dell’unico Hub regionale destinato alle patologie tempo-dipendenti ma utilizzato da oltre oltre quindici mesi come centro Covid.
La torre potrebbe essere inaugurata tra circa otto mesi, ovvero agli inizi del prossimo anno nella speranza che il virus e le sue preoccupanti varianti restino in letargo per molto tempo o per sempre. Da sottolineare, infine, che il sistema sanitario regionale ha dovuto impegnare un terzo del costo della torre, ovvero due milioni e mezzo di euro, e non è scontato che i costi non lieviteranno in corso d’opera.
Questa è una delle tante conseguenze dovute all’ostinazione di Toma e Florenzano nell’ostacolare la scelta del Vietri di Larino come centro destinato alle malattie infettive e intanto i livelli essenziali di assistenza hanno toccato il fondo.






























