di Tonino Atella

Attualmente il servizio prestato dagli istituti di credito della città é gratuito peri preziosi del Patrono San Nicandro, ma è a pagamento per gli ori della Madonna del Carmine.

Gli ori delle immagini sacre venafrane, ossia San Nicandro e Madonna del Carmine, assommanti a chili di materiale ed oggetti preziosi come anelli, monili, collane, spille ect. grazie alle donazioni dei fedeli nel corso del tempo per le grazie ricevute e quindi come voti da parte della gente e segno di gratitudine verso i Santi Martiri e la Madonna del Carmine ? Sino a decenni orsono erano affidati, custoditi e protetti gelosamente nel corso dell’annualità da determinate famiglie venafrane e venivano messi a disposizione della collettività ornando i simulacri sacri, vale a dire Busto argenteo del Patrono San Nicandro e Statua della Madonna del Carmine, in occasione delle celebrazioni festive di metà giugno e metà luglio. Ed ogni volta era uno spettacolo vederne la quantità che sistematicamente aumentava grazie alle donazioni popolari.

Abbellivano e tuttora abbelliscono i simulacrisacri, dando prova della bella fede popolare. Poi però l’inversione di rotta. Ori delle immagini sacre non più affidati a famiglie private venafrane, bensì custoditi un anno intero in apposite cassette degli istituti di credito della città, da dove vengono prelevati solo per i predetti appuntamenti festivo/celebrativi di giugno e luglio. Solo che tali custodie negli istituti di credito hanno il loro costo, non sempre sopportabile dalla collettività dei fedeli. In effetti se per la custodia degli ori di San Nicandro non c’è alcunché da pagare, avendo l’istituto di credito deciso in tal senso trattandosi del Santo Patrono della città, diverso è il caso degli ori della Madonna del Carmine. Lo stesso istituto di credito  cittadino chiede per tale custodia un costo ben preciso, pare di circa 500 euro annui, che va a tutto carico della Parrocchia interessata e dell’eventuale Comitato popolare che si fa carico della festa civile e religiosa di metà luglio. Certo. La gratuità del servizio è per il Patrono, non per tutti i Santi. In linea di massima  si può anche convenire, se non fosse che appare opportuno e giusto rivedere criteri e sistema per usare stesso metro per l’intera città che offre lavoro, risorse e denaro a prescindere, senza stare a fare distinzioni di sorta tra Santi e Santi. Ossia, questa é la proposta unanime dei venafrani, si suggerisce di estendere nei limiti del possibile e del consentito dalle norme degli istituti privati di credito la gratuità del servizio di tutela e conservazione anche all’oro della Madonna del Carmine, atteso che non sono certo quei  500 euro annui richiesti per custodire i preziosi della Vergine di Monte Carmelo a certificare la sopravvivenza dell’istituto di credito in questione, bensì è l’apporto dei venafrani nella loro interezza. Questa è la proposta di Venafro. Avrà ascolto, attenzione e seguito ? Vedremo …

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