di Giovanni Minicozzi

A pochi giorni dalla imminente cessione della Spa Gemelli Molise nei Palazzi della Regione si intrecciano commenti e polemiche. Secondo indiscrezioni trapelate dagli addetti ai lavori il presidente della Regione Donato Toma sarebbe stato informato dai vertici della ex Fondazione Giovanni Paolo II circa la decisione di mettere in vendita la struttura di Contrada Tappino. Peraltro nell’attuale Cda del Gemelli la Regione è rappresentata dall’avvocato Lucarelli, indicato proprio dal presidente e, quindi, Toma non poteva non sapere.

La notizia però è stata di fatto secretata tanto che nessun consigliere regionale ne era venuto a conoscenza almeno  fino a quando il nostro giornale non ha pubblicato l’elenco dei possibili acquirenti privati. Tale circostanza ha generato malumori e polemiche tra gli eletti a Palazzo D’Aimmo appartenenti sia alla maggioranza di centrodestra sia alle minoranze Pd e 5S che si accingono a presentare una mozione urgente.

In effetti sarebbe stato utile e opportuno informare il consiglio regionale per decidere la partecipazione diretta della Regione tramite l’acquisto del l’80% delle quote messe sul mercato dalla ex Cattolica. Di certo l’acquisizione del Gemelli Molise nel patrimonio pubblico avrebbe rappresentato un notevole passo in avanti per ridare dignità alla sanità pubblica e per riequilibrare il rapporto oggi squilibrato in favore della sanità privata.

Toma invece ha scelto il silenzio dimostrando in tal modo di non essere interessato all’operazione con la quale avrebbe risolto anche l’annoso problema strutturale  dell’ospedale Cardarelli spostandolo nell’ala vuota del Gemelli. In più  la Regione avrebbe risolto parzialmente anche  la grave carenza di personale sanitario (utilizzando la norma del subentro) oltre che realizzare una sostanziosa economia di scala.

Sul fronte della vendita si registra un’accelerazione del passaggio di proprietà che potrebbe essere concluso nei prossimi giorni. I probabili acquirenti privati  sono tanti e sono agguertiti tanto che il prezzo di vendita potrebbe lievitare superando i 40 milioni di euro. La partita però si deciderà a Roma attraverso un gioco di sponda tra la politica che conta e i vertici della chiesa Cattolica.

Restano  da capire le motivazioni circa l’imbarazzante atteggiamento e il silenzio del presidente della Regione Donato Toma su una questione rilevante che interessa tutti i molisani e il loro diritto alla salute.

 

 

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