di Giovanni Minicozzi
I molisani sono costretti ad assistere a frequenti “tagli del nastro” da parte del governo regionale con relative autocelebrazioni del nulla cosmico.
Delle due l’una:
– o pensano davvero che il Molise stia attraversando un periodo di benessere e di crescita esponenziale;
– oppure sono consapevoli dei disastri che loro stessi hanno creato ma pensano di prendere in giro i molisani spargendo a piene mani fumo negli occhi. Il tutto amplificato da una parte della stampa allineata.
Per sfortuna i molisani vivono quotidianamente sulla loro pelle le drammatiche difficoltà e capiscono che le autopromozioni sono il frutto di una marcata mancanza di serietà e di una totale incapacità ad affrontare le tante emergenze che hanno trascinato la regione nel baratro. Ci vuole coraggio per annunciare soluzioni taumaturgiche nei diversi settori mentre tutto si dissolve.
E così appare che una bretella riaperta intorno al lago del Liscione risolverebbe il caotico traffico sulla Bifernina ridotta ormai alla stregua di una mulattiera. Così come l’inaugurazione degli inutili container realizzati in prossimità dei pronto soccorso degli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli, peraltro rimasti inutilizzati, secondo i loro autoproclami avrebbero risolto le difficoltà del sistema sanitario regionale che invece non garantisce più il diritto alla salute per effetto delle scelte scellerate attuate dai vertici dell’Asrem e della Regione.
Vi risparmio le tante altre inaugurazioni inutili diffuse in pompa magna che i nostri lettori ben conoscono. L’ultima notizia, non riportata dalla stampa, riguarda ancora il servizio di emergenza affidato al 118. Dopo il taglio dei medici effettuato in tre centri sono emersi problemi burocratici che riguardano una decina di postazioni del 118 con il conseguente rischio di azzerare il servizio di emergenza urgenza.
E intanto la famigerata Torre Covid del Cardarelli resta una inutile illusione e il Molise resta privo di un Covid Hospital dopo circa due anni dall’inizio della pandemia. Il presidente Toma non parla di queste emergenze e addirittura si è vantato di aver ottenuto da Stellantes cospicui investimenti per rilanciare lo stabilimento di contrada Pantano Basso. In realtà la multinazionale, dai tempi della Fiat, è stata sempre un corpo estraneo al Molise e ha sempre declinato ogni invito a confrontarsi con la politica regionale.
Verosimilmente Donato Toma e i dieci consiglieri regionali che lo sostengono vivono su Marte e non conoscono la disperazione dei molisani.






























