di Tonino Atella

E’ iniziata nel pieno rispetto della storia e delle più popolari tipicità locali la Festa della Madonna del Carmine a Venafro, ricorrenza civile e religiosa che proseguirà anche nella giornata di domani per celebrare la Vergine di Monte Carmelo. Nella nottata ultima infatti giovani ambosessi della città, muniti di flauti, chitarre, tamburi e strumenti vari e dando vita alla tipica “Bandarella”, hanno attraversato in lungo e in  largo l’abitato venafrano portando in tutti i quartieri allegria, musica, gioventù, spensieratezza e sorrisi, annunciando la festa e portando in giro per strade e piazze tanta simpatia. Sì, è vero, avranno anche svegliato coloro che dormivano, ma tutti hanno ascoltato ed accettato di buon grado quanto loro offerto dalla “Bandarella”, alzandosi di buon grado per ammirare da balconi e finestre l’annuncio della festa. Tipicità storica, questa della “Bandarella” venafrana, che affonda le proprie origini nella notte dei tempi e che tutti i venafrani accolgono ogni volta a braccia aperte.

In origine esclusiva della festa della Madonna del Carmine, e col passare degli anni attuata anche per le ricorrenze patronali di giugno, ecco il ricordo dei “mast’ r’ fest”, dialetto venafrano che sta per “maestri, organizzatori della festa”, dei primi anni ’70 : “Si partiva in punto alla mezzanotte dal “Cap croce”, l’incrocio di via Garibaldi/via Plebiscito/Via Cotugno,-ricordano gli organizzatori del tempo- e i musicanti erano tassativamente artigiani avanti negli anni, qualcuno vestito con la divisa dell’allora banda musicale “Città di Venafro”.

Assieme a loro solo noi organizzatori della festa, in assoluto silenzio e per portare in spalla il pesante tamburo (qualcuno dei musicanti soffriva d’asma …) lungo le salite del centro storico. Si suonava, si girava la Venafro Antica, si ritiravano i doni dinanzi a portoni e case riponendoli in un sacco di juta e quando l’alba cominciava a lampeggiare finalmente dopo diverse ore si arrivava al capolinea conclusivo di Porta Nuova, esattamente in piazza Garibaldi. Lì, e mentre i protagonisti della “Bandarella” dividevano equamente quanto ricevuto dai compaesani nel corso della nottata, arrivava puntualmente  Rocco il fornaio con una teglia di pizza napoletana che i musicanti mangiavano di tutto gusto, innaffiando con bicchieri di birra offerti dagli organizzatori della festa.

A questi ultimi solo qualche pezzo di pizza, sempre che avanzava ! Quindi quattro chiacchiere per confermare che tutto fosse andato al meglio, commenti di vario tipo e si rientrava, soddisfatti di aver annunciato ai compaesani la Festa della Madonna del Carmine con la tipica e caratteristica “Bandarella”, bellissima tradizione popolare che resiste magnificamente al trascorrere dei tempi ! Ed allora, buona Festa della Madonna di Monte Carmelo a tutti i venafrani !

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