di Tonino Atella
Venafro, città in ginocchio sotto il profilo ambientale tra sporcizia e rifiuti su strade e piazze, erba alta dappertutto rettangolo calcistico “Del Prete” compreso, addirittura anche sullo stesso manto erboso artificiale appena installato, e quartieri, marciapiedi e traverse ricoperti da erba non tagliata e vegetazione spontanea che danno tanto l’idea del disordine e della sporcizia in genere.

Ad affermarlo solo il cronista ? Volesse il cielo. Purtroppo no ! Sono i cittadini nella loro quasi totalità ad asserirlo, fornendo ai media foto significative di quanto affermano. “Il <Del Prete>, il rettangolo di calcio della città, -spiega un attento osservatore di quanto non va a Venafro in tema di decoro urbano e rispetto dell’ambiente, a commento delle foto che fornisce a testimonianza delle proprie osservazioni- è praticamente abbandonato a se stesso e ricoperto dappertutto di verde incolto, vegetazione spontanea, pietre ed erba a josa. Nella zona “prato” l’erba alta ed abbondante la fa da padrone assoluto, mentre accanto sul piazzale della palestra comunale polivalente -con abbondante presunzione definita “palazzetto dello sport”, senza averne affatto requisiti, titoli e meriti- oltre all’erba ed alla vegetazione di ogni tipo ci sono rifiuti a non finire”.

Nell’abitato cittadino la situazione ambientale migliora ? “Vuole scherzare ?”, aggiunge l’interlocutore stizzito. “Purtroppo la situazione é altrettanto grave – prosegue- con disordine diffuso e cura assai relativa dell’ambiente. Un esempio con gli eucalipti nella Villa Comunale di Corso Lucenteforte : sono diventati altissimi, superano addirittura i dieci metri in altezza ma, pur essendo un legno dolce e quindi incline a spezzarsi, non si provvede a potarli per garantire l’incolumità di minori, mamme, giovani ed anziani che frequentano Villa Maria”. Già, mentre tutto questo avviene o meglio non accade, si è lesti poi a tagliare un “povero” ed innocuo pollone di pioppo lungo il vialetto che porta alla Liberty e di cui abbiamo ampiamente scritto in altro servizio pubblicato su questa testata. No, il discorso ambientale a Venafro è di là da venire e l’approssimazione con cui si va avanti francamente spaventa, oltre che indispettire.































