di Giovanni Minicozzi

Zone d’ombra e misteri avvolgono l’avvenuta cessione del 90% delle quote azionarie dalla Spa Gemelli Molise alla San.stefar per un importo pari a 33 milioni di euro.

Amministratore della San.Stefar, società che gestisce due centri di riabilitazione a Campobasso e Termoli, è  l’abruzzese Ettore Core candidato ma non eletto  alle ultime regionali in una lista civica  a sostegno del presidente Marco Marsilio. Agli inizi dell’anno in corso nella San.Stefar  è entrato Stefano Petracca , legale rappresentante di un fondo azionario svizzero che ha deciso di investire i soldi degl8 investitori nel settore della sanità e così è nata anche l’operazione Gemelli Molise.

Non c’è bisogno di essere raffinati economisti per capire che qualsiasi fondo azionario persegue scopi di lucro ma appare evidente che nel caso specifico il business si fa sulla salute dei cittadini. Peraltro l’intesa sottoscritta tra Gemelli Molise e San.stefar prevede di lasciare al loro posto l’attuale management, compreso i componenti del Cda. Dunque resterà al suo posto anche l’avvocato Nicola Lucarelli, già consulente del presidente della Regione, a suo  tempo  nominato proprio  da Donato Toma nel Cda di Gemelli Molise.

Ma veniamo alle storielle delle ultime due settimane.

Come è noto nei giorni scorsi sono emersi tre fatti importanti che miravano ad ostacolare in modo determinato  la vendita del Gemelli Molise:

1. L’arcivescoso della diocesi Campobasso – Bojano si era  vantato della presa di posizione di Papa Francesco che, a suo dire, avrebbe accolto la sollecitazione dei vescovi molisani schierati contro la cessione del Gemelli Molise;

2. Il presidente della Regione Donato Toma, in piena trattativa di vendita, aveva inviato una missiva di fuoco ai ministri della salute e delle finanze, oltre che alla stessa Spa, minacciando di togliere l’accreditamento al Gemelli Molise in caso di cessione. Una entrata a gamba tesa che potrebbe far pensare a una vera e propria turbativa d’asta considerato che la Regione non ha inteso manifestare il proprio interesse all’acquisto;

3. Il consiglio regionale nella seduta di martedì scorso aveva approvato all’unanimità dei presenti (assenti Gianluca Cefaratti e Andrea Di Lucente) una mozione presentata dal M5S finalizzata a far luce sulla paventata cessione e a tutelare il bene pubblico della struttura di contrada Tappino realizzata con fondi pubblici.

Peraltro in quella occasione Andrea Greco, per la prima volta da inizio mandato, aveva espresso piena soddisfazione elogiando l’operato di Toma sulla vicenda Gemelli.

A questo punto è doveroso chiedere a Bregantini, Toma e ai consiglieri regionali che hanno votato la mozione cosa pensano dell’avvenuta cessione e delle ignote  garanzie che  fornirà la San.Stefar per tutelare la salute dei molisani e i livelli occupazionali della ex Fondazione Giovanni Paolo II.

Purtroppo però all’indomani della misteriosa cessione della Spa ad un fondo azionario svizzero, del quale si sa poco o niente, regna sovrano l’imbarazzante silenzio di Giancarlo Bregantini, del presidente della Regione Donato Toma  e dei consiglieri regionali che hanno approvato una mozione non certo per benedire  la cessione della ex Cattolica a un fondo azionario svizzero a scopo di lucro o, almeno, spero che  sia così. Diversamente la faccenda assumerebbe contorni oscuri.

Naturalmente in una trattativa tra privati tutto è possibile ma lucrare sulla salute dei cittadini non è consentito a nessuno.

 

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