di Tonino Atella

Alle spalle -finalmente !- il secondo conflitto mondiale, la vita nella Penisola riprende seppure tra mille stenti e difficoltà. Sonogli anni dell’ultimo dopoguerra, tempi non facili per tutti ed ognuno  s’ingegna in proprio per rimettersi in piedi. La vita ripartealla ricerca dei ritmi e degli interessi di una volta, che la guerra aveva cancellato per molti, troppi anni. L’uomo dei primi anni ’50, al Sud dello stivale come nel resto dell’Italia, torna cioè faticosamente ma con assoluta determinazione a praticare tutto quanto bombe, distruzioni e morti avevano allontanato e messo da parte, quasi fatto dimenticare. C’era preliminarmente da salvare la vita, da scampare a cannoni e fucili, da sfuggire a rappresaglie ect., per cui cert’altri discorsi potevano e dovevano attendere, data la preminenza della sopravvivenza personale e della salvezza dei propri cari. Ma non appena carri armati, bombe e fucili zittiscono, ecco riemergere idee e ideologie che dividono -è vero- gli uomini, li contrappongono anche in maniera “forte”, ma alla fin fine risultano complessivamente positive rappresentando la voglia di tutti di rimettersi in cammino, pensando a costruire il futuro. Le nuove idee però non sono di quelle “tenere”, del “vogliamoci bene”, ma tutt’altro ! Contrappongono nettamente gli uomini, costituiscono ideologie socio/politiche che in taluni casi arrivano da lontano e che in Italia trovano terreno fertile sotto l’incalzare delle menti umane diversificate e spesso contrapposte. Sono i tempi politici dello “scudo crociato” alias della DC da una parte, del Partito Comunista Italiano, il PCI, d’ispirazione sovietica dall’altra, del Partito Monarchico, di quello Liberale, dell’MSI e di altre formazioni politiche minori dei primi anni del secondo dopoguerra in Italia. Si riprende cioè a “far politica” ed ognuno torna a professare quanto crede e ritiene giusto. Ma, come detto in apertura, sono anche gli anni delle difficoltà finanziarie diffuse per cui per affermare e “far girare” (espressione di massima attualità, oggi tanto in uso) una determinata idea sperando che si affermi, che prevalga sulle altre, ci si adatta con … quanto passa il convento, cioè con quanto è nelle possibilità personali di ciascuno. Niente manifesti, niente volantini, niente gazebo, niente sponsor e niente di tant’altro di quanto oggi in uso nella propaganda politica, ma basta un pennello non importa se vecchio e logorato, un po’ di vernice recuperata a casa dopo tinteggiature e lavori domestici e nottetempo, da soli o con qualche amico fidato, si tracciano pennellate con scritte, slogan e messaggi politici in alto su una bottega artigiana, su una parete del centro storico e ovunque il /la passante possa leggere e memorizzare. A Venafro, ma lo stesso potrebbe dirsi ne siamo certi per tant’altri centri del Molise, è rimasta indelebile in alto su bottega artigiana di Via Plebiscito (in dialetto venafrano, “ La Via P’ Rent’ “), esattamente su negozio di barbiere, tracciata con vernice rossa, la scritta “Abbasso Stalin”, per l’esattezza con la W rovesciata così come mostra la foto ! L’estensore, ovviamente, era persona di tutt’altra idea ed appartenenza politica rispetto al dittatore sovietico del primo novecento, Stalin appunto, e nient’affatto in linea con ideologie in arrivo dall’est europeo. Assai probabilmente era vicino a posizioni del mondo cattolico, ossia della DC del tempo, o tutt’al più di destra, sia liberali che missine. Erano i tempi della politica del “fai da te”, con giovani e adulti che si confrontavano quotidianamente anche nella bottega del barbiere di paese per affermare il proprio credo politico. Ci credevano, s’impegnavano e non sfuggivano al confronto ideologico e politico. E’la conferma, chiarissima ed evidente, della voglia unanime delle generazioni passate di tornare a vivere e confrontarsi dopo gli anni bui della guerra, con idee di assoluta validità e tanta presa sull’opinione pubblica del periodo. La situazione oggi ? Molto, tanto diversa ! I giovani del terzo millennio, tolte poche eccezioni, appaiono lontani mille miglia dai confronti politici. Gli adulti sono per lo più disamorati di una politica che non dà certezze e punti di riferimento ! Ed allora … bei tempi quando ci si confrontava non importa se solo con una pennellata domestica, rispetto agli assordanti silenzi dei nostri giorni !

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