di Giovanni Minicozzi

La strana richiesta indirizzata a tutti i sindaci del Molise dal presidente del consiglio regionale e’ finita sul tavolo del garante della privacy per la valutazione del caso.
Micone ha chiesto ai primi cittadini di inviargli i nominativi dei nati nell’anno in corso “per poter inviare un messaggio di benvenuto”.
Forse il presidente non conosce la legge n. 675/96 che vieta a tutti gli uffici anagrafe dei comuni di fornire notizie contenenti i dati personali delle persone decedute e dei neonati.
La norma, dunque, impedisce ai sindaci di soddisfare la bizzarra richiesta avanzata con leggerezza dal presidente Micone.
La storia non finisce qui perche’ stamattina mi ha contattato una signora diventata mamma lo scorso 15 marzo e mi ha informato di aver presentato un dettagliato esposto al garante nazionale della privacy.
La signora ha preannunciato anche una diffida al sindaco del suo comune e non ha escluso ulteriori iniziative giudiziarie qualora la vicenda dovesse continuare nella direzione indicata da Salvatore Micone.

Peraltro, aggiungo io, Micone nell’espletare il suo mandato apicale in seno al consiglio regionale non ha mosso un dito per finanziare la legge regionale approvata diversi anni addietro, legge che prevede la concessione di un contributo a fondo perduto in favore dei genitori dei neonati.

La farsa del messaggio di benvenuto, oltre che essere illegale, puzza di bruciato e lascia il forte dubbio di strumentalizzazione a fini elettorali.

Ad ogni buon fine sul tema allego due circolari pubblicate dal garante della privacy sul bollettino ufficiale rispettivamente il 22 luglio 1997 e 10 giugno 1998.
Mi auguro che Salvatore Micone e i sindaci del Molise leggano e mettano fine a questo vergognoso tentativo di imitare un passato nefasto per restare incollato sulla poltrona.

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