di Tonino Atella 

Nella circostanza la judoka molisana neo medagliata  a Tokio riceverà l’artistico omaggio artigianale del “Molise Ligneo”, operadell’ebanista venafrano Cristian Ruocchio.

Rocchetta al Volturno ospita la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Maria Centracchio, neo medaglia di bronzo -judo 63 kg- ai Giochi Olimpici di Tokio. A parlare dell’evento, in programma nella serata di domenica 8 agosto nella cittadina del Volturno Altissimo, è il Sindaco di Rocchetta, Teodoro Santilli: “Con enorme piacere conferiamo la cittadinanza onoraria a Maria Centracchio, atleta delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, -spiega il primo cittadino- in quanto il padre Bernardo è nativo di Rocchetta a Volturno ed é qui residente. Maria ci è cresciuta sino ai cinque anni, dopodiché per motivi di studio e sportivi è andata a vivere ad Isernia. La famiglia Centracchio continua comunque a mantenere stretti rapporti con la nostra comunità e spesso i suoi componenti sono a Rocchetta. Per questo e tant’altro come amministrazione comunale abbiamo ritenuto di conferire la cittadinanza onoraria alla campionessa olimpica che con la sua prestazione ha onorato e fatto gioire l’intero Molise”. La cerimonia, presenti familiari della judoka, autorità amministrative, esponenti militari, rappresentanti religiosi, società sportive e cittadini di Rocchetta, si svolgerà a partire dalle h 20,30 sulla piazza principale del Comune volturnense. Nella stessa circostanza la giovane judoka molisana riceverà attestati ed omaggi anche di altre collettività molisane per la sua straordinaria perfomance olimpica. Da segnalare tra l’altrol’artistico lavoro artigianale dell’ebanista venafrano CristianRuocchio. Il giovane lavorando il legno d’ulivo, albero tipico di Venafro, ha realizzato un suggestivo Molise ligneo su cui ha inciso la scritta “ A Maria Centracchio – Medaglia nel judo a Tokio 2020 ”. E domenica sera l’originale lavoro artigianale dal palco di Rocchetta al Volturno verrà donato alla judoka molisana quale segno tangibile della gratitudine di Venafro e dei venafrani per la sua splendida prestazione in Terra d’Oriente.

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