di Tonino Atella
A Venafro si ricorda quella degli ortolani, gli orticoltori locali, verso la veneratissima Madonna dei Lattani tra i magnifici castagneti di Roccamonfina nel Casertano Altissimo.
Le devozioni popolari dei tempi andati ? Quali le manifestazioni di fede di quanti ci hanno preceduti, le loro modalità e soprattutto l’intensità emotiva del passato ? Erano espressioni dell’animo umano tutte assolutamente belle e di cui oggi, con tempi e mentalità profondamente cambiati, restano solo ricordi, senz’altro suggestivi ma purtroppo assai sbiaditi. Ed allora, per dirne e sottolinearne i valori alle nuove generazioni di questo inizio di terzo millennio, proviamo a riproporre qualcuna di tali devozioni di fede popolare, sperando di riuscire a trasmettere ai giovani d’oggi i significati più profondi che nello specifico emozionavano i nostri nonni, le bisnonne e gli stessi giovani di allora. Ad inizio di agosto del …., per l’esattezza nel pomeriggio del primo sabato di tale mese, diverse carovane ognuna di cinque/dieci famiglie di ortolani venafrani partivano dal rione Ciaraffella, un tempo fulcro di vita contadina paesana, diretti al Santuario della Madonna dei Monti Lattani tra i magnifici e secolari castagneti di Roccamonfina nel Casertano Altissimo, al confine col Basso Lazio. Partenza in moto, auto o pullman ? Niente di tutto questo, perché nessuno degli ortolani venafrani poteva permettersi tanto ! Ed allora a piedi ? No ! Sui carretti del lavoro quotidiano, “ l’ trainell’ “ in dialetto venafrano, e su ognuno di tale mezzo trainato da mulo o cavallo preso dal proprio fondaco salivano una, due famiglie, ossia tra le cinque e le dieci persone, essendo decisamente numerose le famiglie dell’epoca. Assieme alle persone viaggiavano anche le vettovaglie da consumarsi a sera sotto i portici del Santuario della Madonna dei Lattani e al mattino successivo, prima di riprendere la strada del ritorno. Si viaggiava diverse ore e nemmeno tanto comodi dato lo stato delle strade sterrate e polverose e le ruote di ferro e legno delle “ trainell’ “ che non attutivano affatto colpi e contraccolpi,ma spezzavano le spalle, i reni già martoriati dal duro lavoro della terra. Dopo tante ore di viaggio tutt’altro che comodo e riposante, ma comunque divertendosi e cantando a squarciagola tutti assieme pregustando il piacere di essere a breve al cospetto della Vergine dei Lattani efermo restando qualche sosta lungo il tragitto per … “fare un po’ d’acqua!” per irrinunciabili esigenze fisiologiche, dopo siffatto interminabile viaggio finalmente si arrivava dinanzi al portone d’ingresso del Santuario, che i Frati del sito religioso facevano trovare spalancato perché la carovana di ortolani venafrani potesse entrare con “trainell”, animali e persone. Si entrava infatti tutti, ma in silenzio e pregando, e primo irrinunciabile impegno era entrare nella Basilica per genuflettersi al cospetto della veneratissima immagine della Madonna, pregando ed implorando grazie per se stessi e per i propri familiari, nonché protezione per il lavoro dei campi e soprattutto per i raccolti. Momenti intensi e bellissimi, con lacrime che puntualmente bagnavano occhi e guance. Quindi, secondo puntuale impegno, gli uomini andavano nell’attiguo Convento per “ordinare”, commissionare ai Frati la Messa del primo mattino successivo offrendo denaro contante. E finalmente, tonificati con una fresca ed abbondante bevuta alla “miracolosa” fonte d’acqua nel cortile del sito religioso, ci si dedicava corpo e mente all’agognatissima ed abbondante cena sotto i portici del convento, dove le donne della tipica carovana venafrana avevano disteso le tovaglie di casa, ricoprendole con tantissimo “ben di Dio” della terra venafrana. Fiaschi di vino a josa, lasagne, polli con le patate e in umido, agnello, frittate, prosciutto,formaggi, verdure di ogni tipo, pagnotte di pane casareccio, frutta paesana e tant’altro per mangiare a sazietà, divertirsi, brindare non una ma tante volte, cantare col benevolo benestare dei Frati nient’affatto infastiditi nelle loro cellette al piano superiore e soprattutto stracolmi di gioia e soddisfazione per essere nella “casa” della Madonna dei Lattani, a due passi da lei, dopo averlo sognato ed atteso un anno intero. E solo quando la notte era avanzatissima, ma senza che nessuno avesse esagerato nelle libagioni, finalmente ci si distendeva su un lenzuolo, su una coperta a terra sotto quegli stessi portici dove si era appena cenato per qualche ora di riposo. Il massimo del piacere tra fede, devozione e momenti particolarissimi ed assolutamente belli di vita quotidiana assieme al compaesano. La sveglia ? Di primissimo mattino, date le consolidare abitudini dei soggetti, e all’alba già tutti pronti uomini, bambini, giovani e donne per andare in Basilica per la Santa Messa, “ordinata” il giorno innanzi. Massima compostezza di tutti, partecipazione intensa, emozione tanta, preghiere, commozione, canti e comunione per tutti nessuno escluso. Quindi all’esterno per donare ai Frati del Convento tutto quanto non consumato nel corso della cena della sera precedente e del mattino successivo senza riportare alcunché a casa a Venafro in base a consolidata usanza e “trainell” con cavalli o muli in posizione di partenza per lasciare il sito religioso. Uomini e donne già a bordo, pronti per il ritorno ? No ! Tutti a terra, sul piazzale del cortile conventuale, col volto rivolto verso la Basilica ed il capo inchinato in segno di devozione, mentre s’indietreggiava senza mai voltare le spalle alla chiesa e alla Madonna ! Era quellol’ultimo, intenso ed assai significativo ed irrinunciabile attestato di fede e devozione verso la Vergine dei Monti Lattani ! Solo quando si era fuori dal cortile, in strada, finalmente si alzava la testa e, segnatisi per l’ennesima volta, si saliva sulle “trainell” per rientrare a Venafro, dove si arrivava nella prima serata. Una volta a ”Ciaraffella”, il saluto reciproco ad alta voce : “Cummà, cumpà… grazie p’ la bella jurnata ! Agl’ann nuov’ …! Speramm … !”. E si rientrava, perché all’alba del giorno seguente i campi già chiamavano …






























